Meglio dormire a piedi nudi oppure coi calzini? Finalmente, sfatiamo un mito!

Dormire con ai piedi i calzini oppure senza può fare la differenza sulla qualità del sonno: potrebbe sembrare assurdo, ma non lo è affatto!

A quanto pare, sembra proprio che la ricerca scientifica abbia la risposta per ogni cosa. E, dunque, perché non parlare anche di come devono stare i piedi quando si dorme?

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InformazioneOggi – Dormire a piedi scalzi o no?

Molte persone, quando arriva l’inverno, non importa quanto freddo possa fare, decidono lo stesso di dormire a piedi nudi. Secondo un modo di pensare assai diffuso, in questo modo si permetterebbe ai piedi di “respirare”, cosa che non può avvenire durante la giornata. In effetti, rispetto all’estate, siamo tenuti a coprire i nostri piedi nella maggior parte del tempo. Dunque, qualcuno pensa che solo durante di notte si possa permettere ai piedi di riprendersi.

Ma questo è un modo di pensare giusto o sbagliato? Possiamo già anticipare che sull’argomento si è molto dibattuto, soprattutto per notare se ci fossero degli effetti positivi per la salute. Dall’altra parte, poi, c’è chi, invece, in inverno non sa quanti calzini mettere perché soffre troppo il freddo. E, possiamo confermarlo, che in questi giorni di freddo, sicuramente in molti avranno ai piedi, come minimo, almeno due paia di calzini.

La scienza ha dimostrato come ci sia una correlazione tra quello che decidiamo di fare dei nostri piedi e il sonno. Prima, però, di procedere oltre, leggiamo tutti i benefici che possono portare in casa le foglie di alloro bruciate, e non solo! Oppure, se dopo essersi svegliati si fa colazione con i biscotti integrali, sarebbe interessante sapere quali siano i migliori. Chiuse queste parentesi, procediamo con il discorso sui piedi!

Come dobbiamo tenere i piedi sotto le coperte quando andiamo a dormire? Calzini si o no?

Possiamo già iniziare col dire che tutti coloro che sono abituati a dormire con i calzini hanno ragione da vendere per la scienza. Dunque, per essere ancora più chiari: si dorme meglio col piede coperto anziché scoperto. Ovviamente, se si è arrivati ad una conclusione del genere è perché nel corso degli anni sono stati realizzati degli studi scientifici in merito.

Quindi, possiamo dire che, senza ombra di dubbio, non si tratta solo di stare al caldo, ma anche di salute. In effetti, se si dorme meglio, non solo la giornata comincia bene, ma si gode di tantissimi benefici.

Ma iniziamo da una delle ricerche più recenti, pubblicate nell’anno 2018 sulla rivista scientifica Journal of Physiological Anthropology. Secondo una simile indagine, dormire coi piedi coperti da calze o calzini, garantisce di addormentarsi prima. Inoltre, è emerso come, addirittura, si riesca a dormire senza interruzioni.

Un altro caso interessante è stato reso noto nel 2000 su un’altra rivista, ovvero il Journal of Physiological Anthropology and Applied Human Science. Per questo studio, invece, se prima di andare a dormire si fa un bel bagno caldo oppure un pediluvio sempre con acqua calda, ci si addormenta prima. Addirittura, è emerso che coloro che optano per il bagno caldo, tenderanno a muoversi di meno durante il sonno.

Perché il caldo, dunque, favorisce il sonno?

Sia con i calzini che con l’acqua calda, abbiamo notato come, effettivamente, si riesca a dormire meglio. Ovviamente, dietro tutto questo, c’è una motivazione scientifica molto valida.

Stiamo parlando del processo di vasodilatazione, ovvero l’allargamento dei vasi sanguigni che si verifica grazie al riscaldamento del corpo. Di conseguenza, altre ricerche hanno dimostrato come un simile processo sia strettamente legato al sonno.

Tuttavia, bisogna fare un chiarimento: i piedi riscaldati portano, sì, alla vasodilatazione, la quale, però, a sua volta, perde il calore stesso. Ma nel momento in cui questo calore si perde, si inizia a dormire.

Di conseguenza, l’ideale sarebbe una situazione di differenza tra le temperature del corpo e dell’ambiente. In parole povere, bisogna dormire in una stanza fresca e non calda, la quale, invece, andrà a rallentare la perdita di calore e, dunque, l’acquisizione del sonno.

Le informazioni presenti nell’ articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici pubblicati su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi.