Pensione con 15 anni di contributi? In questi particolari casi è possibile

È davvero consentito andare in pensione con meno di 20 anni di contribuzione? Le ipotesi sono molteplici. Scopriamole.

Per la pensione di vecchiaia sono necessari 67 anni di età e almeno 20 di contribuzione (1040 settimane).

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In alcune ipotesi particolari, tuttavia, la normativa prevede l’accesso alla pensione anche se non si possiedono tali requisiti. Vediamo, dunque, quando è possibile, partendo dall’analisi di un interessante quesito giunto in Redazione.

Per maggiori informazioni, consulta il seguente articolo: “Pensione con 20 anni di contributi 😀 si può anche con 15 ma sono in pochi a saperlo“.

Pensione con pochi contributi: le deroghe Amato

Una nostra gentile Lettrice ci ha esposto il seguente dubbio:

Salve, al mio compagno manca 1 anno e mezzo per maturare i 20 anni di contribuzione e ha 60 anni di età. Da giovane, ha lavorato nella ditta di suo padre, a 18 anni. Potrebbe usufruire di qualche meccanismo di pensione anticipata? Grazie mille.”

Innanzitutto, il compagno delle nostra Lettrice potrebbe verificare il possesso dei requisiti per usufruire di una delle cd. deroghe Amato. In alcuni casi, infatti, si può andare in pensione anche con meno di 20 anni di contribuzione, cioè con 15 anni.

La prima deroga è rivolta ai lavoratori che:

  • hanno raggiunto 15 anni di contributi (cioè 780 settimane), versati prima del 31 dicembre 1992. Vengono presi in considerazione i contributi volontari, obbligatori, da riscatto, figurativi e da ricongiunzione;
  • sono iscritti al Fondo lavoratori dipendenti o alle Gestioni speciali dell’INPS.

La seconda deroga si riferisce a coloro che sono stati autorizzati al versamento dei contributi volontari in data precedente al 31 dicembre 1992. In particolare:

  • ai lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria dell’INPS;
  • agli iscritti ex ENPALS.

La terza deroga, infine, è rivolta solo ai lavoratori dipendenti iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria o ad un Fondo sostitutivo della stessa che hanno maturato:

  • 25 anni di anzianità assicurativa;
  • 15 anni di contributi;
  • almeno 10 anni di periodi lavorativi inferiori alle 52 settimane.

Consigliamo al compagno della nostra Lettrice di prendere in considerazione la possibilità di smettere di lavorare per mezzo degli strumenti appena elencati.

Non perdere il seguente articolo: “In pensione con 15 anni di contributi? Si può fare, ma occhio ai requisiti“.

Assegno sociale: chi può usufruirne?

Un’alternativa alle deroghe Amato potrebbe essere l’Assegno sociale. Si tratta di una prestazione rivolta ai cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari, con un reddito basso e senza contributi.

L’Assegno sociale rientra tra le modalità di flessibilità in uscita confermate anche per il 2023. Dal 1° gennaio, dunque, è possibile accedervi se si possiedono i seguenti requisiti:

  • almeno 67 anni di età;
  • residenza continuativa in Italia da almeno 10 anni;
  • reddito annuo personale non maggiore di 6.529,67 euro e reddito annuo complessivo con il coniuge non superiore a 13.059,33 euro.

Fino allo scorso anno, l’ammontare dell’Assegno sociale era di 468,11 euro al mese, per 13 mensilità. Nel 2023, invece, per effetto della rivalutazione delle pensioni, la prestazione sarà pari a 502,28 euro al mese.

L’importo per intero, inoltre, spetta a:

  • disoccupati con 67 anni di età, non coniugati e senza alcun reddito;
  • pensionati coniugati o disoccupati, con un reddito complessivo minore dell’importo annuo dell’Assegno sociale.

La quota spettante, inoltre, è ridotta a seconda del reddito del nucleo familiare del richiedente ed, eventualmente, del coniuge.

La domanda per la prestazione si presenta in modalità telematica, accedendo con le proprie credenziali digitali SPID, CNS o CIE al sito dell’INPS, cliccando sull’icona “Nuova prestazione pensionistica – Assegno sociale” e compilando con tutte le informazioni richieste.

Dall’invio della richiesta, è necessario aspettare dai 30 ai 60 giorni, per la conclusione dell’istruttoria. Il pagamento è solo provvisorio (perché l’Istituto previdenziale, ogni anno, deve controllare l’effettivo possesso di tutti i requisiti dichiarati) e parte dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata inoltrata la domanda.

Pensione con Assegno sociale: come aumentare l’importo

Come abbiamo già specificato, per il 2023, l’importo dell’Assegno sociale sarà di 502,28 euro, per 13 mensilità. È possibile, tuttavia, incrementare l’ammontare della pensione sociale, nei seguenti modi:

  • presentando domanda per la Pensione di cittadinanza, a partire dal giorno 6 di ogni mese. Se l’istanza viene accolta, il richiedente riceve dall’Ufficio Postale una carta prepagata, da utilizzare per acquistare beni di prima necessità;
  • richiedendo le maggiorazioni sociali INPS, che ammontano a 12,92 euro al mese, fino a 70 anni, e a 206,75 euro al mese, dopo i 70 anni, a seconda del reddito complessivo del nucleo familiare.

Se hai dubbi o vuoi porre una domanda di carattere previdenziale, fiscale e legge 104, invia qui il tuo quesito.