Camminata e perdita di peso: quanti passi bisogna fare al giorno? Sono in molti a sbagliare

È noto che una camminata al giorno fa bene e potrebbe anche far perdere peso, ma quanti passi bisogna fare? Ecco cosa c’è da sapere in merito

Come in tantissimi sicuramente già sapranno, una camminata al giorno può fare davvero bene alla salute, ma quanto passi bisognerebbe fare per dimagrire? Ecco cosa c’è da sapere in merito.

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Informazione Oggi

È ormai noto che camminare quotidianamente fa bene alla salute ed aiuta anche a perdere qualche chilo di troppo. Ma non solo, una camminata al giorno allungherebbe la vita, abbasserebbe l’indice glicemico e migliorerebbe l’umore.

Per quanto riguarda il dimagrimento, quanti passi si dovrebbero fare ogni giorno per eliminare i chili di troppo?

Anche gli scienziati se lo sono chiesti e secondo una recente richiesta i passi da compiere ogni giorno per evitare di ingrassare sarebbero ben 8.600.

I soggetti che invece hanno già dei chili di troppo arrivando ad una media giornaliera di 8.600 ed aggiungendovi ulteriori 2.400 potrebbero diminuire la possibilità dell’obesità.

Lo studio in questione dimostrerebbe che, solitamente, un soggetto aumenta circa 0.5 fino ad un kg ogni anno. Questo incremento comincia in giovane età.

Il dottor Brittain, colui che ha condotto la ricerca, ha spiegato che i soggetti possono realmente diminuire i rischi di andare incontro ad obesità se camminano di più.

La ricerca ha anche spiegato come camminare ridurrebbe il rischio di andare incontro ad alcune patologie come il diabete o l’apnea notturna.

Camminata e perdita di peso: com’è stato condotto lo studio?

A proposito della perdita di peso, in molti da qualche anno, utilizzano il latte di avena ma questo fa ingrassare oppure dimagrire? Ecco cosa c’è da sapere in merito e a cosa fare attenzione.

Ritornando all’argomento cardine di questo articolo, la ricerca in questione è stata resa nota sulla rivista scientifica Nature Medicine. Questa ha preso in esame per ben 4 anni 6.000 soggetti.

Questi hanno preso parte al famoso ‘All of Us‘. I soggetti partecipanti avevano un’età tra i quarantuno ed i sessantasette anni. Mentre BMI aveva valori tra i 24.3 ed in 32.9. Quest’ultimo indica l’obesità.

Le attività dei soggetti interessati sono state monitorate per circa 10 ora ogni giorno. Inoltre, gli scienziati hanno potuto prendere visione delle cartelle cliniche di questi.

I ricercatori hanno spiegato che la ricerca è durata circa quattro anni. Di conseguenza, questi sono riusciti a monitorare tutte le attività, dall’inizio fino all’insorgenza della patologia. Ciò ha portato molti vantaggi perché non è stato necessario fare ipotesi. Questo è stato un passo in avanti rispetto alle ricerche fatte in precedenza.

I benefici della camminata

Gli scienziati hanno reso noto che i soggetti che ogni giorno facevano 8.200 passi erano meno inclini a ingrassare e diventare obesi. E non solo, infatti, queste persone erano meno soggetti anche ad altre patologie come l’apnea notturna.

Quest’ultimo sintomo, insieme al reflusso gastroesofageo sono correlati al dimagrimento. Questo, infatti, ridurrebbe la pressione sul sistema digerente. Inoltre, pare che camminare sia utile anche per contrastare la depressione.

Per quanto concerne i soggetti affetti da obesità, aumentare i passi ogni giorno ha consentito di ridurre del cinquanta per cento l’aumento di tale patologia a 5 anni.

Se ciò viene applicato ad un caso in particolare, i ricercatori hanno sottolineato che i soggetti con BMI a ventotto hanno la possibilità di riduzione di obesità del sessantaquattro per cento se questi però aumentano i passi da 6.000 ad 11.000.

La recente ricerca sottolinea dunque l’importanza della camminata e soprattutto i suoi benefici. Questa, inoltre, spiega come non solamente l’aumento di peso ne beneficia, ma anche la possibilità di contrastare alcune patologie.

Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici o pubblicazioni su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi.