Affitti brevi 2023 è obbligatorio comunicare i dati al Fisco per non incorrere in sanzioni

Da gennaio del 2023 i portali di affitti brevi devono comunicare i dati per combattere l’illegalità da sempre presente nel settore.

Airbnb e gli altri portali che si occupano di affitti brevi devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i codici fiscali dei locatori.

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InformazioneOggi

È una normativa dell’Unione europea che ha reso questo adempimento però già regolamentato in varie regioni ma con norme differenti. Ad esempio, si sono mosse in tal senso Campania, Lombardia, Piemonte, Puglia e Veneto prevedendo un CIR obbligatori.

C’è da dire però che tutte le regioni italiane stanno aspettando la pubblicazione di una banca dati delle locazioni brevi che dovrebbe riunire in un unico posto gli immobili destinati agli affitti brevi. A questi saranno attribuiti un codice alfanumerico che sarà pubblicato sugli annunci online.

Affitti brevi: dal 2023 è obbligatorio comunicare i dati al Fisco per non incorrere in sanzioni

Durante la pandemia gli affitti brevi ebbero un crollo pari al 60%; solo nel 2022 la situazione si è normalizzata e sono stato 950mila le abitazioni locate. Numero che però non ha raggiunto le cifre precedenti all’arrivo del Covid-19.

L’affitto breve è ritornato in auge soprattutto nelle grandi e medie città come Roma, Milano, Firenze. Per essere in regola con il Fisco le autorità cercano di dare delle norme a un settore che purtroppo conosce anche l’illegalità. Per questo motivo deve essere regolarizzato, anche se ancora oggi non si riesce a trovare una normativa adeguata ed efficace.

Il 1° dicembre 2022 il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legislativo che recepisce la direttiva Dact7 (2021/154) che tratta della cooperazione amministrativa nel settore fiscale.

Invece, il 22 dicembre una sentenza pronunciata dai giudici della Corte di giustizia chiarisce in maniera definitiva il concetto di affitto breve e del regime fiscale a cui deve ‘sottostare’. La sentenza dà torto ad Airbnb perché stabilisce che la legge può raccogliere informazioni e dati sulle locazioni per poter applicare la giusta tipologia di imposta fiscale ai sensi della normativa italiana. Nello stesso tempo, però, i giudici hanno dato ragione al portale di affitti brevi per quanto riguarda l’obbligo di eleggere un rappresentante fiscale.

Di conseguenza, dal 1° gennaio 2023 i proprietari e gli operatori che si occupano di affitti di breve durata dovranno comunicare al Fisco (ogni tre mesi) non solo i dati fiscali dei locatori ma anche:

  • il reddito percepito e
  • i dati catastali dell’immobile dato in affitto.

Le informazioni relative al 2023 dovranno essere inviate entro il 31 gennaio 2024, mentre un successivo provvedimento definirà le modalità di attuazione. Nel caso in cui queste comunicazioni non saranno inviate in tempo, gli affitti brevi, anche se già previsti in calendario, saranno bloccati. Ovviamente, saranno resi disponibili nuovamente dopo l’invio dei dati all’Agenzia delle Entrate.