Rinegoziare il mutuo per evitare il pignoramento si può: la manovra fiscale in soccorso dei cittadini

Rinegoziare il mutuo potrebbe rivelarsi la soluzione più idonea per non finire con il conto in rosso e perdere la casa.

La Legge di Bilancio permette la rinegoziazione del mutuo da variabile a fisso ma solo a determinate condizioni.

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InformazioneOggi.it

Le famiglie sono nei guai da diversi mesi. Tra inflazione e costo della vita in aumento le spese sono eccessive e gli stipendi – al pari delle pensioni – sono in molti casi inadeguati. I vari adeguamenti – seppure necessari – previsti dalla Banca Centrale Europea per arginare le conseguenze dell’inflazione stanno gravando pesantemente sulle spalle degli italiani. Il riferimento è all’incremento dei tassi di interesse dei mutui. Chi ha stipulato un mutuo a tasso variabile si trova a dover pagare una rata di 200 se non 300 euro superiore rispetto a soli cinque mesi fa. Un aumento insostenibile in tanti casi e che presto potrebbe crescere ulteriormente. La BCE, infatti, ha annunciato nuovi rialzi nel 2023. Come evitare di non riuscire a pagare le rate, diventare inadempienti e finire con la casa pignorata? Il Governo ha pensato di aiutare i cittadini reintroducendo una norma in vigore nel 2011. Le famiglie avranno la possibilità di passare dal variabile al fisso con dei vantaggi.

Rinegoziare il mutuo, le condizioni

Un emendamento giunge in aiuto degli italiani che hanno stipulato un contratto di mutuo a tasso variabile. Ritorna la normativa attiva nel 2011 che consente il passaggio da variabile a fisso ma ad alcune condizioni. Il primo requisito è che il contratto sottoscritto sia inferiore a 200 mila euro. Seconda condizione è avere un ISEE inferiore a 35 mila euro. Infine, per rinegoziare il mutuo occorrerà essere in regola con tutti i pagamenti precedenti e non aver mai ritardato un versamento.

Le famiglie con reddito non elevato, dunque, potranno approfittare di questo emendamento per risolvere un serio problema e diminuire la rata mensile. Il passaggio al fisso tramite rinegoziazione ha, infatti, dei vantaggi.

La rata sarà inferiore?

Con la rinegoziazione del mutuo il tasso di interessa applicato dovrebbe essere decisamente più conveniente per il cittadino. Il motivo è che viene ricavato dall’IRS indice interbancario a dieci anni e dal tasso Eurirs di riferimento che tiene conto del residuo del mutuo. La banca, poi, aggiungerà lo spread ossia la remunerazione dell’istituto stesso (non potrà superare il 6%). Per avere un’idea del risparmio è consigliabile prendere subito un appuntamento con la propria banca presso cui si ha il mutuo e lasciarsi guidare da un professionista nella rinegoziazione.

Nel caso in cui i requisiti non dovessero essere soddisfatti ricordiamo che è facoltà del cittadino poter richiedere un allungamento del piano di ammortamento fino a cinque anni per ridurre la rata mensile.