Fotovoltaico: questo materiale organico potrebbe aumentare l’efficienza dei pannelli, è incredibile

I pannelli dell’impianto fotovoltaico potrebbero rendere di più per efficienza con questo materiale organico. Ecco di cosa si tratta.

L’efficienza dei pannelli solari fotovoltaici e termici è migliorata negli ultimi anni se da una media del 15% si è arrivati a un’efficienza di circa il 20%.

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In realtà, alcuni possono raggiungere anche il 23% e sono molti i ricercatori nel mondo che cercano soluzioni ancora più innovative per aumentare l’efficienza dei pannelli solari.

Fotovoltaico: questo materiale organico potrebbe aumentare l’efficienza dei pannelli

Recentemente in Svezia due ricercatrici stanno utilizzando uno speciale materiale di silice amorfa per migliorare l’efficienza del fotovoltaico.

Tutto nasce nel 2018 quando la professoressa di ecologia marina Angela Wulff e l’ingegnere biotecnico Sofie Allert iniziano a lavorare su un materiale chiamato Algica. Questo si ricava dalle pareti cellulari delle diatomee, alche microscopiche presenti sia nell’acqua salata sia nell’acqua dolce.

Oggi le due ricercatrici hanno fondato una azienda, la Swedish Algae Factory, svolgendo alcuni studi per l’utilizzo di queste alghe anche per applicazioni tecnologiche. Infatti, il loro impiego può essere utilizzato sia per aumentare la capacità delle batterie agli ioni di litio sia per aiutare l’efficienza dei pannelli solari fotovoltaici.

Questo è possibile grazie a un progetto che l’azienda ha lanciato nel 2018 e finanziato dal programma LIFE della Commissione Europea: SUNALGAE for LIFE. Il progetto, che si concluderà nel 2023, studia infatti le proprietà dell’alga per migliorare l’efficienza dell’impianto fotovoltaico.

In pratica, le diatomee sono costituite da biossido di silicio e dotati di pori nanoscopici. Lavorando la struttura si ottiene la silice amorfa con proprietà che permette di manipolare la luce. Aggiungendo questo materiale al rivestimento antiriflesso del pannello l’efficienza delle celle solari potrebbe aumentare di almeno il 4%. Invece, inserendole nelle celle di Gratzel del 36%.

Nello stesso tempo, il composto formato dalle pareti cellulari delle diatomee può bloccare la luce UV e per questo ridurre il degrado degli stessi pannelli solari.

Per il momento il progetto dimostra solo il concetto attraverso un impianto fotovoltaico pilota. I risultati sono incredibili e per questo le ricercatrici sperano, prima della scadenza del progetto, di poter fare ulteriori passi avanti.