Si lavora di meno e si guadagna di più (4 giorni invece di 5): arriva in Italia la settimana corta

La settimana lavorativa si accorcia per le società che possono avvantaggiarsi di un aumento della produzione. Una settimana corta di quattro giorni anziché cinque che sembra mettere d’accordo dipendenti, operai e manager.

La settimana corta sta venendo impiegata in molte parti del mondo, in Italia è arrivata ufficialmente in Intesa Sanpaolo e probabilmente arriverà in Lavazza.

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Una settimana lavorativa di quattro giorni invece di cinque significa che i dipendenti lavorano meno ore settimanali, ma lo stipendio rimane invariato. A detta dei sostenitori la sua introduzione è giustificata perché comporterebbe un aumento della produttività dei dipendenti con varie ricadute positivi sul piano sociale e della salute.

Meno lavoro a parità di retribuzione significa per moltissimo minore stress, maggiore tempo libero e più energia e positività da incanalare nella propria mansione lavorativa. Una rimodulazione degli stili di vita che può cambiare in modo importante il nostro approccio al lavoro.

Non si tratta semplicemente di lavorare meno ma di aumentare la qualità del servizio anche nel rapporto con il pubblico

Offrire servizi migliori o aumentare le prestazioni nei giorni di lavoro è l’aspettativa delle aziende che aderiscono e hanno aderito sperimentalmente all’iniziativa della settimana corta.

Ulteriore punto sottolineato dai sostenitori della settimana corta è l’impatto sui costi aziendali. Lavorare un giorno in meno ogni settimana significa risparmiare sui costi di gestioni di uffici, locali e riscaldamento. Oltre a questo, la ricaduta positiva si traduce anche nel minore inquinamento e costo degli spostamenti.

La settimana corta, è in fase di sperimentazione in molti Stati europei, tra cui Belgio, Spagna e Regno Unito.

Il primo Stato a sperimentarla su larga scala è stata l’Islanda tra il 2015 e il 2019. I dipendenti hanno lavorato meno mantenendo salario e dei benefit inalterati. I risultati sperati dal governo islandese si sono avverati; c’è stato un generale aumento della produttività dei dipendenti inclusi nella sperimentazione.

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Anche nelle grandi aziende che operano a livello internazionale sono emersi dati incoraggianti; Microsoft e Panasonic hanno testato la settimana corta lavorativa riscontrando aumenti significativi della produttività che per la società di informatica è salita del 40%.

Ed è proprio sulla produttività che si gioca la convenienza della potenziale introduzione di una simile sperimentazione anche in Italia.

Intesa Sanpaolo ha lanciato in questi giorni la settimana corta di quattro giorni. Il gruppo propone questo nuovo modello organizzativo per andare incontro alle esigenze di tutti e conciliare gli equilibri di vita professionale e lavoro.

La banca ha 74 mila dipendenti in Italia propone modalità di lavoro ibride e flessibili e la settimana corta di 4 giorni da 9 ore lavorative a parità di retribuzione su base volontaria.