Pensione con 57 anni di età e 25 di contributi? Incredibile, è possibile con tali strumenti

Esistono vari strumenti di pensione anticipata, ai quali si accede con specifici requisiti anagrafici e contributivi.

È possibile smettere di lavorare a 57 anni di età e con 25 anni di contribuzione? In tal caso, a quanto ammonterebbe l’assegno?

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L’attuale normativa previdenziale consente di andare in pensione con tale anzianità anagrafica e contributiva. La prerogativa, tuttavia, è riservata solo ad una ristretta cerchia di beneficiari.

Bisogna, inoltre, sottolineare che, in virtù del calcolo dell’assegno in base al contributivo puro, con 57 anni di età e 25 di contributi non si avrà diritto ad un assegno elevato. In questo caso, infatti, gli anni di contribuzione sono davvero pochi; di conseguenza, non sarà alto neanche il coefficiente di trasformazione, cioè l’indice che influenza l’importo del montante contributivo maturato dal lavoratore.

Ma procediamo con ordine e scopriamo chi sono i fortunati che potranno smettere di lavorare in anticipo alle condizioni appena descritte.

Consulta anche il seguente approfondimento: “In pensione anticipata a 56 o 61 anni se si possiedono questi requisiti“.

Pensione con 57 anni di età e 25 di contributi

Con un’anzianità contributiva di 25 anni e, per esempio, una retribuzione lorda annua di 30 mila euro, si può ottenere un assegno di 10.360 euro lordi l’anno, corrispondenti a circa 800 euro lordi al mese; in sostanza, poco meno di 600 euro netti al mese.

Con una paga più bassa, invece, per esempio di 27 mila euro lordi, con gli stessi requisiti anagrafici e contributivi, si ha diritto ad un assegno di circa 9.300 euro lordi l’anno, circa 717 euro lordi al mese, ossia 500 euro netti (si tratta di un importo al di sotto della soglia minima).

Non perdere il seguente articolo: “Pensione anticipata con 35 anni di contributi è possibile da subito ma attenzione alla penalizzazione“.

Quali soggetti possono accedere al pensionamento anticipato?

Come abbiamo sottolineato in apertura, la pensione con 57 anni di età e 25 anni di contributi non è accessibile a tutti, ma solo ad alcune categorie di persone. Con 25 anni di contribuzione, ad esempio, spetterebbe la pensione di vecchiaia, ma servirebbero almeno 67 anni di età. Con un’anzianità anagrafica di 57 anni, poi, si potrebbe accedere a Quota 41 per lavoratori precoci, ma non basterebbero 25 anni di contributi.

Non ci sono neanche i presupposti per fruire di altre forme di pensionamento anticipato, come Quota 103 (necessari 62 anni di età e 41 di contributi), Quota 102 (64 anni di età e 38 di contributi), la pensione anticipata ordinaria (con 42 anni e 10 mesi di contributi, per gli uomini, e 41 anni e 10 mesi di contributi, per le donne). Infine, non possono essere sfruttati Opzione Donna (accessibile con 58 o 59 anni e 35 di contribuzione) e l’Ape Sociale (63 anni e dai 30 ai 36 anni di contributi).

Quali strumenti, quindi, hanno a disposizione i contribuenti che intendono smettere di lavorare con 57 anni di età e 25 anni di contribuzione? Le opzioni sono due:

  1. la pensione di vecchiaia anticipata, per i lavoratori invalidi;
  2. la RITA.

Le misure utilizzabili dai contribuenti

Il primo strumento è la pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori invalidi. È necessario che i beneficiari abbiano una riduzione della capacità lavorativa di almeno l’80%. La misura, tuttavia, spetta solo ai lavoratori del settore privato e non anche ai dipendenti pubblici e ai lavoratori autonomi.

Per beneficiare di tale tipologia di pensionamento, bisogna possedere almeno 20 anni di contribuzione e un’anzianità anagrafica minima di 56 anni (per le donne) e di 61 anni (per gli uomini). In altre parole, con i requisiti finora elencati, possono smettere di lavorare solo le donne lavoratrici, invalide, del settore privato.

Il secondo strumento pensionistico è la RITA, la cd. Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, in vigore dal 2017.

La RITA consente di sfruttare il capitale accumulato in un Fondo pensione e spetta fino al compimento dell’età pensionabile (attualmente, 67 anni).

Per accedere alla RITA a 57 anni, bisogna possedere i seguenti requisiti:

  • essere iscritti da almeno 5 anni a un Fondo di previdenza integrativa;
  • trovarsi in stato di disoccupazione da almeno 2 anni;
  • maturare la pensione entro 10 anni;
  • avere almeno 20 anni di contribuzione nei regimi obbligatori di appartenenza.

I lavoratori che scelgono la RITA possono maturare una rendita annuale e, in questo modo, aumentare i contributi per l’assegno previdenziale ordinario. Dopo 5 anni dall’apertura del Fondo e la maturazione di 20 anni di contribuzione obbligatoria, se non si ha un lavoro da almeno 24 mesi, si può accedere alla pensione con 57 anni di età.

Per quanto riguarda l’importo, se, per esempio, il capitale accumulato è di 50 mila euro, si ha diritto ad una cifra annuale lorda di 5 mila euro, con una rata trimestrale di 1.250 euro. Con un capitale maturato, invece, di 100 mila euro, spetta un ammontare annuale lordo di 20 mila euro.