Stangata sui prezzi delle sigarette e dal 2023 diventano illegali in almeno una nazione

Prezzi più alti per le sigarette e il tabacco dal prossimo anno. È quanto prevede la nuova tassazione decisa in base alla proposta in legge di Bilancio del governo Meloni.

Il Governo alla ricerca di finanziamenti utili per ridistribuire le risorse sulle misure necessarie ha deciso di intervenire con un nuovo aumento sulle sigarette. Una misura che si rende necessaria dato anche il costo sociale del fumo di tabacco.

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InformazioneOggi

A cambiare in Italia sarà semplicemente il prezzo sia di sigarette industriali che di tabacco trinciato. Per il momento l’emendamento presentato in commissione Bilancio ha favorito le prime; minor incremento per i pacchetti di sigarette compensato da una maggiore tassazione sui pacchi di tabacco.

Si tratta di aumenti già programmati nei prossimi tre anni. Fino al 2025 lo Stato tasserà in modo crescente il tabacco sotto monopolio. L’emendamento presentato alla legge di Bilancio prevede in concreto aumenti al tabacchino di circa 7 centesimi per un pacchetto da 20 sigarette. Non finirà con il 2023 perché i prezzi saliranno con balzelli simili sia nel 2024 che nel 2025. Tra tre anni a oggi un pacchetto da 20 costerà circa il 20% in più.

Tabacco trinciato aumenta più delle sigarette; fino a 40 centesimi a confezione

Situazione peggiore per chi ama il tabacco trinciato. Un pacchetto di solo tabacco costerà fino a circa 40 centesimi in più a confezione. Per il tabacco trinciato l’aliquota base passerà dal 59% al 60% nel 2023. L’accisa imposta passa da 130 a 140 euro al KG con un maggior gettito per circa 50 milioni di euro all’anno.

Concretamente lo Stato agisce per limitare la diffusione del fumo, reperire risorse economiche e allo stesso tempo impedire la nascita di un mercato nero delle sigarette su larga scala. C’è invece chi non sembra preoccupato di risultare impopolare e alimentare il commercio illegale.

La Nuova Zelanda vieta l’acquisto di sigarette a partire dalla generazione del 2009

È l’esempio che questo mese la Nuova Zelanda ha dato al mondo vietando la vendita di sigarette. È la prima nazione al mondo a porre un divieto sulla vendita che partirà dalle generazioni più giovani. L’obiettivo è impedire la diffusione dell’abitudine a partire dal fenomeno dell’emulazione. La legge vieta la vendita del tabacco a chiunque sia nato dal 1° gennaio del 2009. Un obbiettivo da raggiungere nell’arco di un triennio che impedisce fin da subito a chiunque abbia meno di 14 anni di fumare.

Il divieto varrà anche per il futuro, questo significa che tutte le nuove generazioni non potranno mai acquistare sigarette nel Paese nel corso della propria vita. Il Paese è convinto che a guadagnarci saranno non solo i cittadini ma soprattutto lo Stato. La vita più sana senza tabacco farà risparmiare al sistema sanitario 5 miliardi di dollari l’anno per la riduzione delle malattie causate dal fumo.

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