Pensione di reversibilità: gli effetti della perequazione saranno sorprendenti

Gli effetti della perequazione riguarderanno anche le pensioni di reversibilità. Ma a quanto ammontano gli aumenti su tali assegni?

Nel caso in cui un pensionato percepisca anche la reversibilità, l’incremento spettante si calcola sul totale, cioè sulla somma tra l’assegno previdenziale e quello di reversibilità.

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Nel 2023, in virtù della perequazione automatica, per i trattamenti al di sotto del minimo, ci sarà un aumento dell’7,3%, al quale se ne aggiungerà un altro dell’1,5%.

Cambieranno, inoltre, le percentuali delle fasce di rivalutazione delle pensioni. In particolare, per il 2023 ed il 2024, la Commissione Bilancio della Camera ha modificato il sistema, prevedendo sei scaglioni. Dunque, solo gli assegni che rientrano nella prima fascia (cioè di importo fino a 4 volte il trattamento minimo), saranno oggetto di rivalutazione piena al 7,3%. Per le altre fasce, invece, ci saranno dei tagli.

Ma vediamo cosa accadrà nel prossimo biennio e, in particolare, quali modifiche subiranno le pensioni di reversibilità.

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Reversibilità: il sistema delle nuove fasce di rivalutazione

Sottoporre tutti gli assegni pensionistici (compreso quello di reversibilità) alla rivalutazione piena del 7,3% significherebbe affrontare dei costi eccessivi per le finanza pubbliche. La normativa attuale, quindi, prevede l’incremento totale solo per le pensioni fino a 4 volte l’ammontare del trattamento minimo.

Da 4 a 5 volte, poi, la perequazione automatica è del 90% ed, infine, sopra le 5 volte, la rivalutazione si abbassa al 75%.

Dal 1° gennaio 2023, invece, si applicheranno 6 fasce di rivalutazione e gli incrementi avverranno sulla base del seguente schema:

  • 100%, fino a 4 volte il trattamento minimo;
  • 85%, da 4 a 5 volte il trattamento minimo;
  • 53%, da 5 a 6 volte il trattamento minimo;
  • 47%, da 6 a 8 volte il trattamento minimo;
  • 37%, da 8 a 10 volte il trattamento minimo;
  • 32%, oltre le 10 volte il trattamento minimo.

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Gli obiettivi della riforma

Le modifiche al sistema di perequazione, insieme all’incremento delle pensioni minime a 600 euro per gli over 75, dovranno essere approvate con il testo della Legge di Bilancio 2023, entro la prossima settimana.

Lo scopo primario delle innovazioni è quello di garantire maggiore equità e giustizia sociale. Un provvedimento ritenuto necessario anche dopo l’abolizione del contributo di solidarietà sugli assegni di importo superiore a 100 mila euro. Le pensioni più ricche, infatti, saranno rivalutate solo in maniera impercettibile.

Il Governo, dunque, vuole aiutare soprattutto i contribuenti con redditi medio- bassi, chiedendo sacrifici a chi possiede redditi maggiori. L’obiettivo è anche quello di trovare le risorse finanziarie necessarie per introdurre nuove forme di pensione anticipata, come, ad esempio, Quota 103, e per aumentare ulteriormente le cifre delle pensioni minime.

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