MPS, Monte dei paschi di Siena è la banca più antica in attività (fu fondata nel 1472) che di recente ha concluso un aumento di capitale.
In realtà per gli esperti finanziari l’aumento è avvenuto in modo così strano che si sono meravigliati che l’UE abbia lasciato correre sulle modalità in cui è avvenuto.
Non solo l’UE ma anche la BCE, ovvero la Banca centrale europea ha reagito come se nulla di strano fosse successo nell’aumento di capitale di MPS. Di conseguenza, il loro comportamento porta gli investitori a credere che il bail-in sia una soluzione inutile rispetto al bail-out. Cerchiamo di capire cosa è successo.
Ma cosa significa questi due termini? Bail-in (salvataggio interno) è una soluzione per sistemare il prima possibile e rapidamente la situazione di una banca in crisi. Il salvataggio “pubblico” di una banca che si trova in crisi si dice bail-out.
Qualche giorno fa, il MPS ha concluso con successo l’aumento di capitale da 2,5 miliardi. A venire in soccorso è stato il Dipartimento del Tesoro chiedendo aiuto a banche, fondazioni e casse di previdenza.
Poi su MPS i riflettori si sono spenti e nessuno ne ha più parlato. Almeno fino a oggi quando un articolo pubblicato da Financial Times ha riacceso l’interesse soprattutto sulle altissime commissioni. Infatti, Monte dei paschi di Siena ha pagato agli altri istituti di credito 152 milioni di euro come garanzia per l’aumento di capitale.
Ne consegue che per molti esperti finanziari si è trattato di una violazione della normativa europea sugli aiuti di Stato da parte dell’Italia. In effetti, come sottolinea il Financial Times, la normativa stabilisce che “il governo può partecipare a un aumento di capitale solo se tutti gli investitori – pubblici e privati – sono soggetti alle stesse condizioni”.
La domanda che gli investitori si fanno è se l’aumento di capitale di MPS si può considerare veramente una operazione di mercato. Insomma, se senza le “laute ricompense” l’aumento sarebbe avuto lo stesso. Per molti la risposta è la stessa: NO; per questo in molti hanno accusato MPS e l’Italia di aver violato le normative UE riguardanti gli aiuti di Stato.
Però per il momento né la UE né la BCE hanno risposto ai dubbi degli investitori tanto che, come scrive il quotidiano britannico, “l’assenza di una risposta metterà a repentaglio le regole esistenti relative alla risoluzione delle banche, in base alle quali i governi non devono salvare le banche a tutti i costi”.
I politici italiani giustificano, invece, ciò che è successo sperando che la “saga” di MPS finisca presto. Anzi alcuni aspettano che la banca la sia finalmente privatizzata.
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