Naspi, più soldi dal 2023: la novità che farà contenti i disoccupati e le loro famiglie

L’importo della nuova assicurazione sociale per l’impiego, in breve la Naspi, cambia nel 2023 e diventa un po’ più consistente per i beneficiari. Vediamo insieme cosa ci aspetta in vista di gennaio e perché vi saranno più soldi per chi ha perso il lavoro involontariamente.

Supportare coloro che percepiscono pensioni ridotte grazie all’aumento delle pensioni minime, ma anche dare una mano a coloro che stanno cercando un lavoro o lo hanno da poco tempo perso.

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Sono questi alcuni degli obiettivi chiave del Governo Meloni e, proprio in tema di Naspi, vi sono notizie fresche che indicano che da prossimo anno per la nuova assicurazione per l’impiego avrà un importo leggermente più alto.

Proprio così: dal mese di gennaio 2023 l’ammontare della Naspi sarà più elevato e, di seguito, intendiamo considerare da vicino proprio quest’ultimo aggiornamento su una prestazione contro la disoccupazione e per la tutela del reddito, che sicuramente interessa non poche persone. Cosa cambia dunque tra poche settimane? Scopriamolo insieme.

Novità Naspi 2023: il contesto di riferimento e beneficiari

Come indicato dal sito web dell’Inps, la nuova assicurazione sociale per l’impiego consiste in una indennità mensile di disoccupazione, prevista dalla legge e che sostituisce le anteriori prestazioni di disoccupazione ASpI e MiniASpI, per quanto riguarda gli eventi di disoccupazione involontaria, avutisi a partire dal primo maggio 2015.

La prestazione contro la disoccupazione, erogata a fungere da ‘ponte’ e sostegno economico tra la passata occupazione e quella nuova, può essere ottenuta soltanto con domanda dell’interessato. La Naspi è erogata dall’Inps, ente destinatario delle domande e titolare del procedimento mirato a considerare il ricorrere degli effettivi presupposti.

Non dimentichiamo peraltro che, nel corso del tempo, sono stati emanati non pochi provvedimenti recanti chiarimenti e delucidazioni sulle modalità di accesso e su specifici profili relativi all’indennità. Pensiamo in particolare a documenti quali la circolare Inps n. 94/2015 o il messaggio Inps n. 1162/2018.

Ebbene, nessun dubbio a riguardo: per i percettori la bella notizia è che da gennaio l’importo cambierà e sarà maggiore. D’altronde si tratta di un periodo in cui non mancano notizie nelle quali sono confermati imminenti aggiustamenti verso l’alto delle misure a sostegno del reddito, non solo le pensioni minime o l’assegno unico – dunque – ma anche la Naspi. Ed è in gioco la stessa percentuale adottata per la rivalutazione delle pensioni, come risposta all’aumento dell’inflazione.

Le novità Naspi 2023 in sintesi

Il prossimo anno saranno più alti gli importi delle misure previste a tutela dei disoccupati. La ragione sta nella rivalutazione, che sarà fatta valere non soltanto sui trattamenti previdenziali ma anche su quelli di ambito assistenzialistico. D’altronde occorre tutelare il potere d’acquisto delle famiglie, che rischia una consistente erosione a seguito dell’impennata dell’inflazione.

A beneficiarne saranno dunque le pensioni, ma anche l’assegno sociale e soprattutto il massimale della nuova assicurazione sociale per l’impiego, ovvero la Naspi. Per quanto riguarda l’anno in corso la Naspi corrisponde al 75% dell’ammontare dello stipendio medio, laddove uguale o al di sotto di 1.250,87 euro. Nel caso in cui lo stipendio sia superiore a questo importo, la somma assegnata è pari al menzionato 75% più il 25% della cifra in eccesso. Comunque, il tetto massimo non può essere sopra 1.360,77 euro.

In particolare, come indicato dalla circolare Inps n. 94 del 12 maggio 2015, si tratta di importi fatti oggetto di rivalutazione ogni anno. In termini pratici ciò vuol dire che anche ai massimali Naspi sarà necessario applicare una percentuale del 7,3%, portando dunque a 1.342,18 euro la soglia entro la quale la prestazione contro la disoccupazione scatta al 75%, e a 1.460,10 euro il massimale Naspi di riferimento.

Alcune precisazioni finali

In base alle ultime novità, le famiglie italiane che hanno al loro interno uno o più beneficiari dell’indennità di disoccupazione Naspi potranno giovarsi di un aumento, tuttavia ridotto, dell’assegno versato ogni mese. Perciò dal mese di gennaio chi percepisce la Naspi potrà ricevere importi più alti.

La prestazione in oggetto è stata prevista con d. lgs. n. 22 del 4 marzo 2015 e implica il riconoscimento di una prestazione a carattere temporaneo (per la durata massima di un biennio), rivolta a coloro che hanno perso il lavoro per cause non dipendenti dalla propria volontà. Possono dunque richiedere la Naspi – e ne sono beneficiari – coloro che avevano un contratto di lavoro dipendente, inclusi gli apprendisti ed il personale del settore artistico, ma anche i lavoratori della PA a tempo determinato, come anche i soci di cooperative con rapporto di lavoro subordinato.

A ben vedere si tratta allora di novità che riguardano una fetta non ristrettissima di cittadini, e ciò vale a maggior ragione se si tiene conto delle modifiche apportate dalla manovra 2022, un provvedimento che di fatto ha esteso la platea dei destinatari, andando ad includere anche gli operai agricoli a tempo indeterminato delle cooperative e loro consorzi che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici.

Ricordiamo infine che si avvalgono della Naspi anche gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperativa con rapporto di lavoro subordinato, il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato, ed anche i lavoratori a tempo determinato del settore pubblico.

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