Promessa di donazione: l’infallibile metodo per renderla valida

Esistono degli espedienti per superare la nullità della promessa di donazione e conferirle efficacia. Scopriamo quali sono.

La Legge consente di ottenere gli stessi effetti della promessa di donazione tramite l’apposizione di una condizione, un termine o un modus.

promessa di donazione
InformazioneOggi

Il cd. compromesso è l’accordo attraverso il quale una parte si impegna a trasferire ad un’altra la proprietà di un bene. L’atto, tuttavia, non ha valore qualora l’oggetto del contratto consista in una donazione.

La promessa di donazione, dunque, essendo priva di validità, non ha effetto vincolante. Il motivo di tale limite risiede nel fatto che, per la normativa italiana, la donazione è contraddistinta da uno spirito di generosità e altruismo e, dunque, non può essere soggetta ad obblighi.

Per esempio, il documento con il quale un padre si impegna a trasferire ai figli, prima della sua morte, i propri averi, decidendo in che modo debbano essere suddivisi, non ha alcun effetto giuridico. In un secondo momento, quindi, potrebbe anche cambiare idea su quanto promesso.

Tuttavia, ci sono degli artifici che consentono di attribuire validità anche alla promessa di donazione. Vediamo quali sono.

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Promessa di donazione: le ipotesi consentite dalla legge

Quali sono, quindi, i metodi grazie ai quali una promessa di donazione può essere valida? Senza dubbio, il più facile e rapido è effettuare la donazione vera e propria.

Si tratta di un atto cd. “contestuale”, cioè che ha validità soltanto al momento della sua esecuzione e non può essere accompagnato da vincoli contrattuali antecedenti.

Ci sono, inoltre, ulteriori modi per attribuire valore alla promessa di donazione. Per scongiurare la nullità di tale contratto preliminare, infatti, si può aggiungere all’atto di donazione una clausola contenente:

  • una condizione;
  • un termine;
  • un modus.

Grazie a tali clausole, quindi, è possibile rinviare la validità della donazione oppure dare importanza ad alcuni motivi dichiarati dal donante, che legittimano l’operazione.

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Condizione: cosa comporta per la donazione?

La donazione può essere sottoposta a condizione. Esistono due tipologie di condizione:

  • sospensiva;
  • risolutiva.

Attraverso la condizione sospensiva, si vincola il verificarsi degli effetti dell’atto al verificarsi di un avvenimento futuro ed incerto. Per esempio, un padre dona al figlio il proprio studio medico, a condizione che questi intraprenda la sua stessa carriera. Se, dunque, l’evento oggetto della condizione non si verifica, la donazione non ha effetto.

Tramite la condizione risolutiva, invece, si verifica immediatamente il trasferimento della proprietà ma si specifica che la donazione perderà efficacia se si verifica un evento futuro e incerto. Per esempio, il padre dona al figlio la propria casa a condizione che questi rimanga disoccupato. Se, quindi, il figlio trova lavoro, la donazione perde efficacia in automatico e il bene ritorna ad essere di proprietà del donante.

È bene sottolineare, tuttavia, che sia nell’ipotesi di condizione sospensiva sia risolutiva, l’evento deve essere lecito. Questo vuol dire che, per esempio, l’efficacia della donazione non può dipendente dal compimento di un reato (Tizio dona un bene a Caio, a condizione che uccida Sempronio) né da un atto che limita la libertà del donatario (Tizio dona un bene a Sempronio se si sposerà con Caia).

Il termine in una donazione

La clausola del termine ha le stesse caratteristiche della condizione, con la sola differenza che l’evento futuro, da cui dipende la validità della donazione, non è incerto ma certo nel suo verificarsi.

Il termine può essere:

  • iniziale;
  • finale.

Tramite il termine iniziale, il donante stabilisce un momento, futuro e certo, a partire dal quale la donazione esplica i suoi effetti. Per esempio, Tizio dono una casa, ma la donazione ha efficacia solo tra 2 anni.

Per mezzo del termine finale, invece, si sceglie la cessazione dell’efficacia della donazione al manifestarsi di un evento futuro e certo. Per esempio, Caio dona la sua casa a Sempronio fino a quando avrà 40 anni; al raggiungimento di tale età, quindi, la donazione perde la sua validità ed il bene ritorna al donante.

Promessa di donazione: quando è valida? Il modus

Si può attribuire efficacia ad una promessa di donazione attraverso la stipula di una donazione a cui viene apposta una clausola con un termine iniziale o una condizione sospensiva. Le conseguenza giuridiche, dunque, saranno le stesse ma il contratto sarà valido.

Attraverso il modus, il donante pone a carico del donatario un’obbligazione (dal latino “modus”). Per esempio, Tizio dona a Caio un immobile, con l’obbligo di ospitare Sempronio tutte le volte che vorrà.

Il donante, inoltre, può stabilire la risoluzione della donazione, nell’ipotesi in cui il donatario non rispetti l’obbligo previsto.

Un ulteriore esempio è utile per esplicare gli effetti di tale meccanismo. Tizio dona a Caio una casa, specificando che Caio ha l’obbligo di devolvere il 40% dei canoni di locazione annuo ad un ente di beneficenza. In questo modo, il donante può realizzare anche uno scopo aggiuntivo oltre all’arricchimento del donatario.

In ogni caso, la prestazione a carico del donatario non può mai eccedere il valore della donazione.

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