Obbligazioni Illimity Bank con super cedola per la felicità di tutti gli investitori

Illimity Bank emette obbligazioni per 300 milioni di euro con una cedola che fa felici gli investitori sia privati sia istituzionali. 

Fondata da Corrado Passera, ex ministro sia delle Infrastrutture e sia dello Sviluppo economico durante il governo Monti, da tempo la banca è nota tra gli investitori e i risparmiatori per gli interessanti e i vantaggiosi tassi di interesse applicati sui propri conti deposito.

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InformazioneOggi

Nata nel 2018, Illimity Bank fino al 30 settembre aveva maturato un capitale utile di oltre 50 milioni. Qualche giorno fa ha emesso per la seconda volta delle obbligazioni dal costo di 300 milioni di euro che prevede una super cedola.

Obbligazioni Illimity Bank con super cedola per la felicità di tutti gli investitori

Nello specifico si tratta di obbligazioni del tipo Senior Preferred e l’operazione rientra nel programma Euro Medium Term Note da 3 miliardi. Il titolo ha la durata di 3 anni e quindi la scadenza è fissata al 9 dicembre 2025.

Gli investitori hanno accolto queste obbligazioni in modo positivo tanto che il rendimento è sceso rispetto alle previsioni. Infatti, i titoli Illimity offrono 395 punti base sono il tasso “mid swap” a 3 anni (le previsioni le davano a 441 punti).

Il rendimento è dato solo dalla cedola (almeno all’inizio) perché le obbligazioni sono state prezzate alla pari: fissata al 6,65%. L’agenzia Fitch emetterà un giudizio rating BB-.

Riguardo alla provenienza degli investitori, ecco le percentuali:

  • 69% dall’Italia;
  • 13% dal Regno Unito e Irlanda;
  • 10% dalla Svizzera;
  • 5% dalla Francia;
  • 3% da altri Paesi.

Invece, riguardo alla tipologia di investitori:

  • 45% sono Asset manager;
  • 42% sono banche.

Le obbligazioni di Illimity Bank possono essere una buona occasione per gli investitori italiani per diversificare il portafoglio e investire a breve termine. Gli interessi annuali alti potrebbero comportare alcuni rischi come riflette il giudizio di rating.

Però c’è un altro rischio a cui può andare incontro l’investitore privato: la liquidità. Infatti, poiché l’emissione del titolo ha un importo limitato è probabile che gli investitori istituzionali lo conservino e non lo immettono sul mercato secondario. Di conseguenza chi lo volesse disinvestire prima in anticipo rispetto alla scadenza potrebbe trovarsi senza un altro soggetto a cui vendere il titolo.