Virus pericolosi congelati nel permafrost riportati in vita 😷 la scoperta che fa paura

Lo scioglimento dei ghiacciai è pericoloso sia per il clima sia per i virus che possono “abitare” nel permafrost congelato.

Sta facendo il giro dei social e del mondo l’incredibile scoperta fatta da alcuni scienziati che hanno riportato in vita un virus molto antico e potenzialmente pericoloso.

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InfomazioneOggi

Insomma, le conseguenze dello scioglimento dei ghiacci, a causa del riscaldamento globale, potrebbero essere ancora più pericolose. Infatti, il ghiaccio formatosi ormai tante ere fa potrebbe rilasciare virus pericolosi per la salute del genere umano.

Virus congelati nel permafrost: una nuova scoperta potenzialmente pericolosa

L’Università francese di Aix-Marseille ha reso noto che un gruppo di scienziati, analizzando una porzione di suolo ghiacciato (il permafrost) del fondale del lago Jacuzia in Siberia, ha scoperto la presenza di 13 tipi di virus, compreso il Pandoravirus.

Si tratta di un virus gigante scoperto in precedenza nel 2013, ma la differenza con quello di oggi è che presenta solo un genoma conosciuto. Infatti, gli scienziati lo farebbero risalire a più di 48.000 anni fa; mentre quello più giovane conosciuto ha una età che si aggira sui 27.000 anni.

Secondo le ricerche effettuate il Pandoravirus è innocuo per esseri umani, gli animali e le piante, ma molto infettivo per le amebe. Questi sono organismi unicellulari che mutano continuamente forma.

Anche gli altri virus “resuscitati” nel laboratorio francese (per l’esattezza nove) sono in grado di riprodursi e infettare una volta liberati dal freddo.

La scoperta apre molte domande su quello che potrebbe succedere in futuro con il cambiamento climatico e lo scioglimento dei ghiacciai. In molti si chiedono se l’“attivazione” dei virus per cause naturali, ovvero lo scioglimento del permafrost, potrebbe avere conseguenze pericolose sulla salute dell’uomo.

Ovviamente non è possibile sapere se esistono patogeni imprigionati nel ghiaccio pericolosi per uomo e per gli altri esseri viventi anche perché sarebbero sconosciuti. Nello stesso tempo, non possiamo prevedere per quanto tempo i virus potrebbero essere infetti una volta esposti alla luce, all’ossigeno o al calore.