Come sapere se sei nella black list dei cattivi pagatori 😲 oggi è molto più semplice

Risultare nell’elenco dei cattivi pagatori non è mai una buona notizia ed oggi il nuovo Codice di condotta in materia di crediti al consumo indica forme di preavviso ad hoc per l’interessato. Come rendersi conto che si sta per diventare cattivi pagatori?

Oggigiorno trovarsi in difficoltà con i debiti che scaturiscono da finanziamenti e prestiti, è tutt’altro che una situazione rara.

cattivi pagatori
canva

In particolare, ci si potrebbe chiedere come si fa a capire quando si sta per divenire cattivi pagatori, ovvero quando scatta l’inserimento nella lista di coloro che non riescono a far fronte al rimborso di una o più rate di un finanziamento così come fissato nei termini del contratto. Ciò può avvenire per negligenza, distrazione o per oggettiva difficoltà o impedimento nell’assolvere al debito in gioco.

Esiste infatti una sorta di lista nera che comprende tutti coloro che non rispettano l’obbligo di restituzione di un debito. Detto archivio è tenuto nell’ambito dei Sistemi di informazione creditizia e parlarne ci aiuterà a capire come si fa a sapere quando si sta per diventare cattivi pagatori. I dettagli.

TFS e debiti, si rischia di perdere soldi, sono in pochi a saperlo

Il Codice di condotta in tema di prestiti e cattivi pagatori e il ruolo dei sistemi di informazione creditizia

La questione accennata è interessante, se pensiamo che in questi data base possono guardare tutti i soggetti finanziatori, i quali – evidentemente – presteranno molta attenzione a distinguere tra chi è affidabile dal punto di vista creditizio, e chi non lo è. Ma appunto ci si potrebbe chiedere se il debitore deve essere sempre informato prima – e se sì, come – circa la propria inclusione nel data base di chi non paga i debiti scaturenti da finanziamenti e prestiti. Ebbene, proprio su questi temi, ricordiamo che il nuovo Codice di condotta sui crediti al consumo indica nuove forme di preavviso all’interessato a tutela delle parti in gioco.

Detto Codice di condotta – in materia di sistemi informativi gestiti da soggetti privati – per quanto attiene a crediti di consumo, affidabilità e puntualità prevede un insieme di regole circa la trasparenza e la correttezza dei dati di coloro che chiedono un finanziamento.

E, se ci si domanda quando si può sapere se si diventerà cattivi pagatori, bisogna prima ricordare la funzione dei cosiddetti Sistemi di informazione creditizia, vale a dire dei data base che includono le informazioni sui finanziamenti richiesti e versati a privati e ad aziende.

Queste banche dati sono molto importanti per i soggetti finanziatori in quanto, nel caso in cui un privato o un’azienda richieda un finanziamento, i creditori potranno accedere agevolmente alle informazioni riservate contenute negli archivi. Questo consentirà di valutare con precisione l’affidabilità del cliente, ovvero se vi sono concrete possibilità di pagamento delle rate future, e di sapere se in passato un certo soggetto ha già avuto problemi o ritardi in fatto di pagamento dei debiti.

‘Cattivo pagatore’ anche solo per un bollettino non pagato, la segnalazione al CRI può creare seri problemi

La segnalazione alla Crif: a che cosa serve la Centrale rischi finanziari

I dati dei Sistemi di informazione creditizia sono poi connessi con la Centrale dei rischi finanziari (Crif) dalle banche e dalle società che aderiscono volontariamente al sistema. Centrale Rischi Finanziari S.p.A. ovvero Crif è una società che protegge le fasi di erogazione e gestione del credito al consumo. Essa infatti consente di prevedere e controllare i rischi finanziari e, dunque, la sua presenza di rivela fondamentale per tutti i finanziatori.

Inoltre, nel Sistema di informazioni creditizie (Sic) gestito dalla Crif trovano spazio i dati legati all’identità della persona finanziata, vale a dire nome, cognome, età, stato civile, codice fiscale e così via.

E non solo: all’interno del data base anche le informazioni sui finanziamenti rateali e non rateali e sulle carte di credito. Sempre nel Sic saranno memorizzati sia il singolo rapporto di credito (tipologia del finanziamento, piano di rimborso ecc.) sia il rimborso del credito (debito restante, andamento dei versamenti periodici e così via). Ecco perché il ruolo della Centrale rischi è primario.

La comunicazione al debitore

Ma veniamo ora a ciò che interessa al debitore che a suo tempo aveva ottenuto il finanziamento. Il Codice di condotta in tema di crediti al consumo, entrato in vigore il 5 novembre scorso dopo l’ok del Garante della privacy, ha previsto alcune regole a protezione sia del creditore sia del debitore.

In particolare, la segnalazione al Sistema di informazioni creditizie è resa visibile alla Centrale dei rischi quando:

  • sussiste un mancato versamento per due mesi di seguito o per due rate di fila,
  • ma il cliente, 15 giorni prima della segnalazione al Sistema di informazione creditizia da chi gli ha concesso il credito, ha ricevuto una comunicazione con cui viene avvisato del ritardo e della conseguente segnalazione.

In buona sostanza, laddove debba partire la segnalazione contro uno dei cattivi pagatori, il quale non abbia pagato le rate dovute per il finanziamento, è necessario avvertirlo 15 giorni prima della segnalazione al sistema Sic. Per questa via il debitore a suo tempo finanziato ha due settimane di tempo per rendersi conto se si è trattato di un errore tecnico non legato alla sua volontà. Certamente è una regola di tutela nei suoi confronti.

Considerazioni finali

Proprio il menzionato Codice di condotta si pone come strumento per assicurare la massima trasparenza, la correttezza e la sicurezza delle informazioni incluse nel Sic. Infine non dimentichiamo che il Codice di condotta, come ribadito dal Garante della privacy, indica che i dati sul cattivo pagatore inclusi nel Sistema di informazione creditizia non necessitano dell’ok dell’interessato al loro trattamento – e dunque alla loro inclusione nella lista dei cattivi pagatori. D’altronde ben si comprende che gli operatori abbiano un vero e proprio diritto a trattare i dati, onde valutare con precisione l’affidabilità di un soggetto, a tutto vantaggio di banche e società finanziarie.

Gestione cookie