Invalidità civile: è riconosciuta anche nel caso di questa patologia molto comune

Sono numerosi i cittadini che soffrono di un disturbo che, in alcuni casi, può diventare opprimente. Per tale motivo, è possibile ottenere l’invalidità civile.

La disfagia consiste nella difficoltà a deglutire cibi solidi e semi liquidi ed è una patologia molto più diffusa di quanto si immagini, che può avere dei risvolti anche gravi.

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InformazioneOggi

Il disturbo interessa 1 persona su 5, per un totale di 6 milioni di cittadini. Nel 90% dei casi, tuttavia, si sottovalutano i sintomi della malattia, ancora poco conosciuta.  Ma attenzione, perché la disfagia può provocare anche complicazioni molto gravi. In alcune situazioni, infatti, si trasforma in una patologia altamente invalidante, fino a causare l’insorgenza di ulteriori malattie.

Per questo motivo, i pazienti che ne soffrono possono, a determinate condizioni, richiedere ed ottenere l’invalidità civile ed accedere ad una serie di agevolazioni fiscali. Scopriamo in che modo.

Per ulteriori informazioni, consulta anche il seguente articolo: “Invalidità civile: come si richiede e le percentuali che danno diritto ai benefici“.

Invalidità civile per disfagia: in cosa consiste tale patologia?

Esistono 2 tipologie di disfagia:

  1. disfagia orofaringea. In tal caso, si ha difficoltà a far scendere il cibo dalla faringe all’esofago. È anche detta “disfagia di trasferimento” e ostacola la deglutizione, già nella fase iniziale;
  2. disfagia esofagea. Il cd. bolo (cioè il cibo masticato) rimane bloccato nell’esofago e non riesce ad arrivare nello stomaco.

La patologia, inoltre, si sviluppa in 4 fasi, che dipendono dal grado di difficoltà nel deglutire. Nello specifico:

  • disfagia assente: la deglutizione avviene correttamente;
  • disfagia lieve: il soggetto ha un leggero problema a deglutire un bicchiere d’acqua. Un altro sintomo è la voce gorgogliante dopo la deglutizione, accompagnata da un po’ di dolore;
  • disfagia media o moderata: si ha difficoltà anche nel deglutire mezzo bicchiere d’acqua. È caratterizzata da tosse ed il fastidio della voce gorgogliante è più accentuato;
  • disfagia grave: comporta impossibilità a deglutire ogni tipo di cibo (sia liquidi sia solidi). Anche l’assunzione di qualche goccia d’acqua, può causare voce gorgogliante e una tosse intensa e insistente. In tale ipotesi, ci si può nutrire solo tramite sondino o PEG (una sonda di alimentazione inserita direttamente all’interno dello stomaco del paziente).

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Varie tipologie di disfagia e sintomi

La disfagia lieve ha come conseguenza dei problemi ad ingerire solo alcuni tipi di alimenti o di specifiche consistenze. Non causa, invece, disturbi gravi nell’alimentazione quotidiana. Per lenire tale patologia, è sufficiente evitare di mangiare cibi pericolosi o cambiarne la consistenza.

La disfagia è, al contrario, grave quando l’impossibilità a deglutire è persistente. Il paziente, in alcune ipotesi, non è in grado si deglutire neanche la propria saliva.

Tale patologia, inoltre, può essere maligna, quando è correlata ad un tumore che colpisce l’interno dell’esofago. Infine, si parla di disfagia psicogena se insorge in seguito ad un blocco del canale digerente è facilmente superabile.

Il disturbo in esame è accompagnato da una serie di sintomi specifici. In particolare:

  • colpi di tosse;
  • sensazione di soffocamento;
  • eccessiva salivazione;
  • rigurgiti mentre di mangia;
  • deglutizioni ripetute dello stesso boccone;
  • sofferenza durante la deglutizione;
  • polmoniti ricorrenti (solo nelle ipotesi più gravi).

Son ben 6 milioni le persone che, in Italia, hanno disturbi legati alla deglutizione. L’errore più ricorrente, però, è non parlarne con il proprio medico, ignorando i segnali della patologia. Se non curata, infatti, può dare origine a problemi molto più seri, come:

  • malnutrizione;
  • disidratazione;
  • difficoltà respiratorie (il cibo, infatti, non si incanala nel modo giusto nell’esofago, ma intralcia le vie respiratorie).

Anche le persone anziane soffrono di disfagia

Le disfagie affliggono anche le persone anziane, soprattutto se interessate già da ulteriori patologie. Tuttavia, sono in aumento i casi di soggetti sani che, dopo i 50 anni, iniziano a soffrire di sarcopenia, cioè dell’indebolimento progressivo dei muscoli. E, tra i muscoli più colpiti, ci sono anche quelli dell’apparato digerente.

I medici hanno, inoltre, notato che esiste una correlazione tra disfagia ed alcune malattie. Ha maggiori probabilità di soffrire di fastidi della deglutizione, infatti, chi è interessato da:

  • malattie neurologiche: ischemie, tumori cerebrali, morbo di Parkinson, sclerosi laterale amiotrofica, paralisi dei nervi cranici, disartria-discinesia;
  • malattie organiche che colpiscono la bocca, la faringe, la laringe, l’esofago;
  • malformazioni;
  • patologie oncologiche;
  • malattie sistemiche, come la distrofia muscolare;
  • trauma cranico;
  • conseguenze di interventi chirurgici agli organi coinvolti nella deglutizione.

Quando la disfagia da diritto all’invalidità civile?

La malattia, nelle sue forme medie e gravi, è decisamente invalidante e comporta un notevole peggioramento delle condizioni di vita del paziente. In molti casi, si subisce una vera e propria riduzione della capacità lavorativa. Per questo motivo, nelle ipotesi più rischiose, si può ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile al 100%.

In particolare, le percentuali di invalidità civile legate a tale patologia, sono le seguenti:

  • atresia esofagea operata, con lieve stenosi residua: invalidità del 21- 30%;
  • classe 1, stenosi esofagea di lieve entità, con disfagia per cibi solidi e dolore toracico intermittente: invalidità civile dell’11- 20%;
  • classe 2, disfagia di media entità, nella deglutizione di cibi solidi, e dolore toracico intermittente: invalidità del 31- 40%;
  • classe, stenosi esofagea, con difficoltà a deglutire solidi e semiliquidi, risolvibile solo con manovre posturali: invalidità civile del 41- 60%;
  • classe 4, disfagia completa e alimentazione solo liquida, con obbligo di dilatazioni frequenti: invalidità del 61- 70%;
  • classe 5, stenosi esofagea con disfagia costante e alimentazione solo liquida, con necessità di dilatazioni frequenti: invalidità del 71- 80%;
  • classe 6, disfagia che necessità di una gastro/ enterostomia: invalidità civile del 100%.

I benefici a cui può accede il paziente affetto da disfagia al quale è stata riconosciuta l’invalidità civile, purtroppo, non sono numerosi e variano da Regione e Regione. È consigliabile, dunque, rivolgersi al proprio medico di famiglia, che è in grado sia di informare il paziente circa le agevolazioni a cui può accedere sia di consigliare il personale qualificato per l’assistenza.

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