Cancro al Cervello con l’Integratore di Vitamina B3? Incredibile cosa è emerso da uno studio

Possibili insorgenze di cancro al cervello e altre forme di tumore sono associate all’uso di un integratore vitaminico. Lo studio.

Le persone credono che assumere integratori sia una pratica benefica e soprattutto innocua. La Ricerca, invece, ci suggerisce che forse non è propriamente così.

Cancro al Cervello
InformazioneOggi

Secondo un recente studio, infatti, l’uso – e soprattutto l’abuso – di determinati prodotti potrebbe alimentare la crescita di tumori anche gravi, come quello al cervello. Ma non solo: secondo la sperimentazione che è stata fatta da un team di ricercatori “in ballo” ci sarebbe anche un certo tipo di carcinoma mammario.

Sapere che tutto questo è associato all’uso di un “semplice” integratore a base di Vitamina B può sembrare assurdo. In realtà, anche se gli integratori non sono ovviamente nocivi di per sé, dobbiamo comprendere meglio alcuni meccanismi di assorbimento. È ciò su cui ha voluto indagare un gruppo di esperti, ed ecco cosa è emerso.

Qual è l’Integratore “pericoloso per la salute”

La Vitamina B3, o meglio la nicotinamide riboside (NR), viene commercializzata sotto forma di integratori alimentari. È consigliata per il trattamento di diverse condizioni: per migliorare le prestazioni fisiche, per combattere la stanchezza, e anche in patologie gravi come il Diabete, il Parkinson e alcune forme di demenza cerebrale.

Molti studi ne confermano l’utilità al miglioramento della salute, ovviamente se assunti in modo regolare e sotto la sorveglianza del proprio medico di fiducia. Infatti le indicazioni della FDA ne raccomandano l’uso di una certa dose massima giornaliera (300 mg/kg) per non più di 12 settimane consecutive.

Come sappiamo, però, non tutti i soggetti rispondono alla stessa maniera quando parliamo di qualsiasi tipo di trattamento. E soprattutto bisogna tenere conto del fatto che le persone, spesso, fanno “autoterapia” e assumono (anche) integratori senza rispettare le indicazioni. Ciò può essere molto pericoloso a prescindere, ma oggi abbiamo un nuovo “allarme” lanciato da un team di ricercatori dell’Università del Missouri.

Cancro al Cervello con la Vitamina B3? Cosa ci fa capire un recente studio

La volontà degli esperti nell’analizzare gli effetti della nicotinamide riboside (NR) sull’organismo deriva da un concetto semplice. “NR è un integratore noto per aiutare ad aumentare i livelli di energia cellulare e le cellule tumorali si nutrono di quel tipo di energia con il loro aumento del metabolismo“, ecco dunque la volontà di comprendere meglio il ruolo di NR nella biologia di sviluppo dei tumori, soprattutto la metastasi e soprattutto di alcuni di essi, come quello mammario.

L’esperimento è stato condotto con una tecnica innovativa su piccoli animali e non sull’uomo, ma ha confermato alcuni studi precedenti. Ovvero, in alcuni soggetti l’assunzione di Vitamina B3 o NR potrebbe alimentare un tumore in corso.

Le conclusioni della sperimentazione, pubblicata anche sul Journal of Biosensors and Bioelectronics non sono certo quelle di una “accusa” verso la NR. Ma piuttosto il lancio di un monito e di una volontà di diffondere più consapevolezza. Infatti non tutti i soggetti che hanno un tumore rispondono in egual modo alle terapie, e anche i tumori stessi adottano “comportamenti” a volte inaspettati.

Non a caso la Medicina si sta orientando sempre di più verso un approccio completamente personalizzato, ma non è semplice soprattutto perché alcuni meccanismi non sono ancora ben noti. Compresi quelli dell‘azione della NR nell’organismo umano.

Mentre la Ricerca va avanti, noi possiamo solamente cercare di non abusare di nessun tipo di sostanza, anche quelle considerate salutari e benefiche. E naturalmente consultare sempre il nostro medico di fiducia ogni qual volta vogliamo integrare sostanze o cibi nella nostra dieta.

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(le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici o pubblicazioni su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi)