Rottamazione 2023: attenzione, riguarda solo queste cartelle esattoriali

Esiste un metodo attraverso il quale i contribuenti possono scoprire se la propria cartella esattoriale rientra nella prossima rottamazione 2023.

Il Governo ha annunciato che, nel prossimo anno, ci sarà una nuova sanatoria delle cartelle esattoriali. A quali tipologie di debiti si riferisce la manovra?

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InformazioneOggi

Molti cittadini sono in visibilio per l’annuncio della nuova rottamazione, prevista per il 2023. La Presidente Giorgia Meloni, infatti, ha dichiarato di essere favorevole ad un ulteriore saldo e stralcio, una sanatoria delle cartelle di pagamento.

La situazione finanziaria italiana ed europea non è delle migliori. Tasso di inflazione mai registrato prima (del 12%) e conseguente aumento dei prezzi delle materie prime, perdita del potere d’acquisto da parte di stipendi e pensioni. Insomma, chi sta già affrontando difficoltà economiche in questo periodo di crisi, può tirare un sospiro di sollievo.

Ma quali sono le cartelle esattoriali che saranno interessate dalla rottamazione? Verrà fissato un tetto massimo all’importo? Scopriamolo.

Per ulteriori informazioni, consulta il seguente articolo: “Cancellazione delle cartelle esattoriali, tra le nuove ipotesi anche la rottamazione quater“.

La scadenza della Rottamazione 2022

È bene ricordare che il 30 novembre 2022 scadrà la sanatoria del 2022. Sono previsti, tuttavia, 5 giorni di tolleranza, come specifica il Decreto Sostegni- ter, convertito in Legge n. 25 del 2022.

In pratica, le rate delle cartelle esattoriali con scadenza nel 2022 e non pagate, dovranno essere saldate entro il prossimo 30 novembre. Questo termine, però, può slittare al 5 dicembre, per effetto della concessione dei 5 giorni di tolleranza, sanciti dall’art. 3, comma 14-bis, del Decreto Legge n. 119 del 2018.

Nello specifico, si tratta delle cartelle esattoriali, oggetto della Rottamazione- ter, che, originariamente, avevano le seguenti scadenze:

  • 28 febbraio 2022;
  • 31 maggio 2022;
  • 31 luglio 2022;
  • 30 novembre 2022.

Se non si adempie entro il 5 dicembre 2022, si incorrerà nella decadenza dal beneficio.

Consulta anche il seguente articolo: “Flat tax e tregua fiscale, taglio delle cartelle e rottamazione quater: un sospiro di sollievo tanto atteso“.

Che succede alle cartelle di pagamento del 2020 e 2021?

Il Decreto Sostegni- ter ha introdotto una rottamazione anche delle cartelle per le rate 2020 e 2021. Nello specifico:

  • per le rate 2020, il pagamento era valutato come tempestivo, se compiuto integralmente entro il 30 aprile 2022 (il 9 maggio, se si considerano i giorni di tolleranza);
  • per le rate 2021, l’adempimento si considerava tempestivo, se effettuato integralmente entro il 31 luglio 2022 (l’8 agosto, con l’applicazione dei 5 giorni di tolleranza).

Qualora i contribuenti non abbiano saldato i propri debiti con il Fisco entro tali date, non potranno più beneficiare della sanatoria cartelle.

Le possibili novità della Rottamazione 2023

Lo scopo del nuovo Governo sarebbe quello di avviare una nuova Rottamazione cartelle anche per il 2023. In particolare, dovrebbe esserci un saldo e stralcio. In poche parole, si tratta dell’annullamento totale dei debiti fino a 1.000 euro; per i debiti di importo compreso tra i 1.000 ed i 3 mila euro, invece, sarà previsto uno stralcio dell’80% e un saldo del 20%. L’iniziativa sarà rivolta alle cartelle esattoriali risalenti fino al 2015.

Un esempio può aiutare a comprendere in che modo funziona il meccanismo della sanatoria. Coloro che hanno un debito con il Fisco di 500 euro (a partire dal 2015), potranno avvalersi dell’annullamento totale di quest’ultimo. Coloro che, invece, hanno un debito, risalente massimo al 2015, di 2 mila euro, beneficeranno dello stralcio dell’80% (dunque, di 1.600 euro) e dovranno pagare solo il saldo di 400 euro.

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La nuova sanatoria sarà contenuta nella Legge di Bilancio 2023, da approvare entro la fine dell’anno. Per quanto riguarda gli importi, tuttavia, potrebbero esserci dei cambiamenti al momento dell’approvazione definita del provvedimento.