Alla morte di una persona cara, si apre la successione e i suoi averi e i debiti ricadono sugli eredi. Non tutti passano all’erede.
Questo accade perché per la legge gli eredi sono considerati “successori a titolo universale” perché ereditano i rapporti patrimoniali del defunto.
Spesso però il patrimonio attivo non è sufficiente a coprire i debiti del defunto e quindi prima di accettata l’eredità, che non può essere poi più revocata, è bene conoscere quali debiti non si trasferiscono agli eredi.
In molti non sanno che nel momento in cui si accetta una eredità si diventa responsabili anche dei debiti del defunto che potrà essere ripartita tra i coeredi a seconda delle rispettive quote di eredità. Quindi, se tre fratelli accettano l’eredità del genitore defunto ciascuno sarà chiamato a risponde dei debiti per un terzo e non per l’intero ammontare.
In realtà, ci sono alcuni debiti fiscali che non tengono conto di questa regola, come l’imposta di successione o su redditi. Infatti, in questo caso, l’Agenzia delle Entrate può pretendere il pagamento dell’intero ammontare del debito da ogni erede.
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Comunque sia, per chi eredità esiste una buona notizia: non tutti i debiti si trasferiscono agli eredi e, in questo caso, i creditori sia pubblici sia privati non potranno pretendere il pagamento. Si tratta di debiti strettamente personali che si estinguono alla morte del debitore:
Per una panoramica più ampia sull’argomento, ecco invece quali sono i debiti che passano agli eredi. Di solito, si tratta di debiti già presenti prima della morte ma ancora non saldati. In particolare:
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