Condono fiscale per tutti 😀 il Governo alle prese con la Pace fiscale e sussidi alle famiglie

Il nuovo Governo ha già lasciato intendere quali potranno essere le novità in fatto di patto o pace fiscale con cittadini ed imprese. E ne avremo conferma a breve, perché manca poco alla redazione della prossima legge di Bilancio.

In un periodo in cui far quadrare i conti non è facile per moltissime famiglie ed imprese, torna in auge l’argomento della pace fiscale o della tregua fiscale che, a quanto pare, sarà un “cavallo di battaglia” del Governo appena insediatosi a Palazzo Chigi.

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In verità il nuovo Esecutivo avrebbe già approntato un piano ad hoc per famiglie ed aziende, con un occhio di riguardo alle PMI che, com’è ben noto, formano l’asse portante del mondo imprenditoriale italiano.

Cercheremo di seguito di fare il punto della situazione, anche alla luce delle dichiarazioni del neo Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nell’ambito del discorso alla Camera di martedì 25 ottobre. Quali novità ci attendono? Come sarà la tregua fiscale per cittadini ed imprese? La pace fiscale varrà anche per le situazioni che precedono l’emissione delle cartelle esattoriali? Scopriamolo insieme.

Patto e pace fiscale cittadini – istituzioni: i punti cardine

In sintesi il piano del Governo altro non sarebbe che una ulteriore evoluzione del percorso di modernizzazione dei rapporti tra cittadini e mondo della PA. Ecco allora una sorta di patto che avrà come obiettivo, ovviamente, l’incasso delle somme dovute al Fisco, ma anche comporterà una serie di regole e strumenti agevolativi, ovvero tali da favorire i contribuenti desiderosi di regolarizzare la propria posizione nei confronti dell’Erario – e specialmente le imprese più piccole già alle prese con il boom bollette.

Ma non vi è in programma soltanto la pace fiscale in caso di cartelle esattoriali già emesse. Infatti il Governo Meloni intende ad agire anche sulle situazioni anteriori, favorendo chi intende compiere il pagamento delle imposte non versate nei termini, con regole più flessibili e tempi estesi.

Elementi cardine del piano sulle tasse sono dunque la riforma fiscale, l’estensione della flat tax e la revisione dell’Irpef, ma anche la lotta all’evasione fiscale e, appunto, una tregua fiscale o pace fiscale per cittadini e imprese.

Si tratta di una tregua rispetto alle regole ordinarie, che comporta un periodo di rientro agevolato e che considererà anche le situazioni anteriori all’emissione delle cartelle esattoriali. In altre parole, il Governo intende introdurre misure ulteriori attinenti agli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate. Perciò la tregua fiscale non sarà soltanto per le cartelle accumulatesi negli archivi dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, ma anche nei confronti degli atti di recupero delle imposte non pagate al Fisco.

Non solo pace fiscale: le agevolazioni per chi fa figli e il cd. quoziente demografico

Un altro punto importante del patto fiscale del nuovo Governo è il seguente: più la famiglia è ricca di componenti, meno tasse si pagheranno. Si tratta del cosiddetto ‘quoziente familiare‘, vale a dire una riforma del Fisco che prenderebbe le mosse da un paese come la Francia che, infatti, negli ultimi anni ha invertito il calo demografico proprio con l’introduzione di questo quoziente.

In sintesi il meccanismo, laddove venisse applicato anche in Italia, sarebbe il seguente: si considera il reddito complessivo della famiglia e lo si pone in rapporto al numero dei membri che la compongono. Conseguentemente più si è, e più il peso delle tasse si alleggerisce. Al di là della possibile pace fiscale, il problema di questo tipo di riforma sarebbe però di natura economica: infatti secondo le stime, sarebbero non esigui i costi in gioco. Secondo i tecnici di Fratelli d’Italia, il partito che ha prevalso alle ultime elezioni politiche, la spesa per introdurre il quoziente familiare sarebbe attorno ai 6 miliardi di euro.

Ecco perché nelle sue dichiarazioni alla Camera, il neo Premier Meloni ha fatto riferimento ad una possibile introduzione graduale del meccanismo in oggetto. Le risorse per poter varare il quoziente familiare potrebbero giungere dalla revisione e dalla cancellazione di una serie di bonus e agevolazioni, ma pensiamo anche al reddito di cittadinanza.

Flat tax e cancellazione mini cartelle esattoriali in vista

Ma attenzione perché i temi fiscali non sono pochi e riguardano un’ampia riforma dell’Irpef, che non si esaurirà di certo con l’eventuale introduzione del quoziente familiare. Pensiamo per esempio alla flat tax, la tassa piatta ad aliquota unica, che è uno degli elementi chiave della scorsa campagna elettorale. L’alternativa sarebbe quella della riduzione della tassazione progressiva Irpef sui redditi da lavoro.

Al momento si può ipotizzare che già nella prossima manovra vi sarà l’estensione del prelievo fisso del 15% alle partite Iva e ai professionisti che dichiarano fino a 100 mila euro annui. Mentre proprio nel rispetto del programma di pace fiscale o tregua fiscale, con tutta probabilità si farà la cancellazione o condono delle mini-cartelle esattoriali.

Concludendo, sapremo comunque presto quali saranno le mosse concrete di questo Governo in fatto di tasse. Sarà infatti l’imminente legge di Bilancio 2023 il primo test effettivo del Governo Meloni, anche sul fronte fiscale. Ricordiamo che la manovra dovrà necessariamente essere approvata in via definitiva entro il 31 dicembre, onde evitare il temuto esercizio provvisorio.

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