La ‘fregatura’ delle vincite al Gratta e Vinci o Superenalotto 😮 ecco come il Fisco ti svuota le tasche

In questo momento storico, ottenere delle vincite al Gratta e Vinci o Superenalotto farebbe davvero comodo. Ma attenzione alla “fregatura”.

Ogni giorno milioni di italiani si recano in ricevitoria o dal tabaccaio e sperano di portare a casa un bel gruzzoletto. Il sogno di molti non si realizza mai, per alcuni invece arriva il conto da pagare.

vincite al Gratta e Vinci
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Potremmo sciorinare pagine intere di considerazioni sul rapporto del denaro con la felicità, o di come la nostra società si muova esclusivamente con i soldi. Di quante poche probabilità di vincita offrono i concorsi ideati dallo Stato. O dei pericoli di cadere in una forma di ludopatia.

Ma in questo articolo ci soffermeremo su di un aspetto del gioco d’azzardo che in molti forse non conoscono. Ovvero la tassazione sulle vincite.

La ‘fregatura’ delle vincite al Gratta e Vinci o Superenalotto, ecco come il Fisco ti svuota le tasche

Immaginiamo di recarci alla ricevitoria, acquistare un biglietto da 2 euro e vincerne 100 mila. Il sogno di molti, probabilmente di tutti noi. Anche se conduciamo una vita soddisfacente e non abbiamo problemi economici. Il classico “mucchio di soldi”, insomma, può risolvere molte cose, soprattutto a chi è in difficoltà.

Leggiamo poi le cifre immense che ha raggiunto il Jackpot del Superenalotto. Siamo a quasi 300 milioni di euro, un record mai raggiunto prima nei 25 anni di “carriera” di questo gioco d’azzardo. Anche una delle “vincite minori” potrebbe svoltare la vita di molti.

Ma c’è un piccolo particolare da non dimenticare: il fortunato o la fortunata vincitrice dovrà pagare le tasse sulla somma ricevuta. In tutti i giochi d’azzardo è così, la Legge parla chiaro. In pratica, l’immagine di una persona che vince e se ne va in un paese tropicale a vivere di rendita non è totalmente reale. Potrà andarsene, certo, ma dovrà sempre dare dei soldi al Fisco.

Ma come funziona esattamente? Ecco come lo Stato riesce a mettere le mani sulle vincite da gioco.

Esiste una speciale banca dati che comunica con l’AAMS (sigla che indica l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato); detta banca è gestita dal Fisco e ha lo scopo di trovare eventuali vincitori che non vogliono pagare le tasse sulle cifre che hanno vinto al gioco.

Infatti, non appena una persona riscuote dai 500 euro in su, derivanti da uno dei giochi d’azzardo dello Stato, deve dichiararli. E pagarci le tasse. Se fino a pochi anni fa la percentuale era del 12% adesso lo Stato ne prende il 20.

E non è tutto. Nel caso di vincite riscosse con i giochi Lotto oppure 10 e Lotto le tasse sono dell’8 e del 11% indipendentemente dalla cifra vinta. Se poi giochiamo online, ad esempio con le slottine, pagheremo automaticamente le tasse. Ovvero, la cifra che effettivamente riscuoteremo è al netto di quelle previste.

Per concludere, ricordiamo che chi compila il DSU per ricevere l’attestazione ISEE deve dichiarare le vincite in denaro.

Certo se riusciamo a portarci a casa 300 mila euro non sarà un grande sacrificio versarne 60 mila allo Stato. L’importante è che ce ne ricordiamo, perché il Fisco non perdona.

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