Pensioni novembre: aumento e rivalutazione anti inflazione, INPS comunica gli importi ufficiali

Rivalutazione delle pensioni in arrivo a novembre, come risposta al caro vita e misura di sostegno contro i rischi di crollo verticale del potere di acquisto. Ecco cosa ricordare a riguardo.

Ben sappiamo che lo scenario socio-economico attuale è denso di problematiche e di temi che hanno bisogno di risposte immediate.

pensioni
canva

Pensiamo al caro bollette e all’aumento costante dei prezzi dei beni di prima necessità, anzitutto. Urge un rimedio al boom dell’inflazione, che infatti arriverà a novembre grazie alla rivalutazione delle pensioni: di certo non si tratta della soluzione definitiva, ma certo rappresenta una (parziale) risposta ad una situazione nella quale sempre più pensionati stanno facendo fatica a far quadrare i conti e i bilancio familiare, tra spese per cibo, bollette ed eventuali medicinali.

Non deve sorprendere allora che le rivalutazione delle pensioni non aspetti l’anno prossimo, partendo invece dal primo novembre, proprio al preciso scopo di aiutare anche i pensionati a far fronte al caro vita.

Vediamo allora di seguito che cosa è destinato a cambiare a novembre sul fronte pensioni, grazie ai chiarimenti offerti direttamente dall’istituto di previdenza.

Pensioni novembre: con il decreto Aiuti bis una nuova doppia misura di sostegno

Inps intende in qualche modo rassicurare moltissimi pensionati che non beneficiano di un cospicuo trattamento previdenziale. Perciò se l’inflazione cresce e i prezzi raddoppiano o triplicano, aumenta altresì la pensione.

La rivalutazione delle pensioni non scatterà a partire dall’anno prossimo, ma da novembre. La novità in tema di pensioni trova il suo fondamento in quanto previsto dal Decreto Aiuti bis, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso agosto. Come detto, siamo innanzi ad un’ulteriore misura di sostegno per consentire ai pensionati di contrastare meglio i rincari generalizzati.

In particolare, il riferimento va all’art. 21 del Decreto Aiuti bis, il quale – contro inflazione galoppante e prezzi alle stelle – dispone i due distinti interventi che seguono:

  • rivalutazione dello 0,2% (risultato della differenza tra l’1,7% di inflazione in principio stimata e l’1,9% di quella reale) per tutti i pensionati, a recupero dell’inflazione del 2021 con anticipo al primo novembre di quest’anno;
  • versamento per le mensilità di ottobre, novembre, dicembre e tredicesima di un aumento della pensione del 2% per i pensionati, che incassano un trattamento di ammontare massimo mensile uguale a 2.692 euro, vale a dire 35mila euro ogni anno.

Dal punto di vista pratico, la percentuale della rivalutazione delle pensioni di ammontare fino a 2.692 euro al mese a ottobre sarà dunque del 2%, per essere poi al 2,2% dalla pensione di novembre. Inoltre, per ambo gli interventi, a gennaio 2023 sarà compiuta la rivalutazione al tasso di inflazione effettiva – al momento calcolato sull’8% – al netto di quanto già assegnato.

Pensioni autunno 2022: le ulteriori precisazioni dell’Inps

All’interno di un documento l’Inps ha altresì rimarcato che dal mese di gennaio 2023 vi sarà la rivalutazione per tutte le pensioni, quantificata sui dati provvisori dell’inflazione 2022 che al momento – come è noto – è in forte crescita.

Questo ente ha perciò colto l’occasione per ricordare che ogni anno i trattamenti pensionistici erogati dall’Inps sono sottoposti ad una revisione degli importi, allo scopo di risultare più adeguati alle variazioni del costo della vita. Oggi ciò vale a maggior ragione, visti i dati su bollette, prezzi ed inflazione.

Come Inps precisa, la citata revisione prende il nome di perequazione e ha la finalità di tutelare il potere d’acquisto delle pensioni e dunque le capacità di spesa e di consumi dei pensionati – rispetto all’aumento del tasso di inflazione e del costo della vita. Di per sé la perequazione è applicata a tutte le tipologie di trattamento pensionistico versate dalla previdenza pubblica, senza che abbia rilievo l’essere integrate al trattamento minimo. Se è vero che di solito la perequazione è applicata nel mese di gennaio di ciascun anno sulla scorta degli incrementi dell’indice annuo dei prezzi al consumo acclarati dall’Istat, quest’anno la rivalutazione è anticipata per dare un sostegno immediato ai pensionati in questo delicato periodo.

Servizi Inps ad hoc per controllare la rivalutazione pensioni

Tutti gli interessati ad avere ulteriori dettagli sulle nuove misure e sulle novità in tema di pensioni, possono fare riferimento agli strumenti digitali messi a disposizione dall’Inps. Pensiamo in particolare alla possibilità di consultare online il cedolino della pensione. Si tratta di un servizio molto utile perché consente di controllare in tempo reale l’ammontare dei versamenti delle prestazioni pensionistiche pagate dall’istituto ogni mese, e quali sono le cause per le quali detto ammontare può cambiare.

Così, grazie ai servizi accessibili nel sito web dell’Inps – tramite autenticazione con le consuete credenziali SPID, CIE o CNS – l’interessato potrà verificare la propria rivalutazione anticipata della pensione, visionando il proprio cedolino e i relativi aumenti previsti dalla nuova normativa.

Gestione cookie