Assegno di invalidità e la verità sulla possibilità di lavorare, i requisiti poco conosciuti

Se si percepisce l’assegno di invalidità è possibile continuare a lavorare? Tutto quello che c’è da sapere e i requisiti fondamentali

Coloro che percepiscono l’assegno di invalidità possono continuare a svolgere la propria attività lavorativa? Questa è una delle domande che sicuramente si pone chi riceve tale sostegno: si ma c’è bisogno di alcuni requisiti fondamentali.

Assegno di invalidità
Canva

Lavorare se si percepisce l’assegno di invalidità è possibile? Si, ma è necessario che l’invalidità sia almeno al settantaquattro per cento.

Tale normativa arriva direttamente dal Decreto Fiscale dell’anno in corso che prevede che anche chi percepisce il sostegno può lavorare. Il Decreto è stato poi trasformato in Legge.

Secondo quanto riportato dal sito invaliditaediritti.it, avere soltanto il riconoscimento del 74 per cento di invalidità non basta, infatti, è necessario anche avere un ISEE che rispetti alcuni limiti.

Come in molti sapranno, fino a qualche anno fa, non era possibile percepire l’assegno e lavorare ma grazie al Decreto sopracitato ora si può fare.

La legge, oggi prevede, che coloro che sono invalidi parziali possono continuare a lavorare e percepire l’assegno, ma il reddito di tali soggetti non deve superare i 4.931€ all’anno.

Di conseguenza, anche l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale si è messo in pari con la legge e il 28.12.2021, con un messaggio sulla sua pagina web, ha reso nulla la disposizione precedente.

Assegno di invalidità e lavoro: la nuova normativa

Come già anticipato nel paragrafo precedente, i soggetti che sono beneficiari dell’assegno di invalidità possono continuare a lavorare, ma il proprio reddito deve essere pari o inferiore a 4.931€. I DL in questione è quello del 21.10.2021 numero 146.

Di conseguenza, se il reddito è quello sopracitato e l’invalidità risulta essere pari o maggiore del 74 per cento allora si può compilare la richiesta per percepire l’assegno.

Ma l’assegno di invalidità può essere trasformato in pensione di vecchiaia? La domanda ricorrente può avere una risposta: qui tutte le informazioni in merito.

Ritornando all’argomento in questione, l’assegno potrà essere ricevuto da coloro che hanno un’età che va dai diciotto ed i sessantasette anni. Tali soggetti dovranno avere un’invalidità che va dal 74 per cento fino al 99.

Come anticipato, il reddito deve essere maggiore o pari a 4.931€ e se nel corso dell’anno il percettore dell’assegno supera tale cifra deve immediatamente comunicare all’INPS.

L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale sospenderà l’erogazione dell’assegno. L’Istituto spalma l’assegno in tredici mesi e ogni mese la somma erogata è di 291,69€.

L’indennità lavorativa

L‘INPS aveva interpretato in maniera errata due sentenze della Cassazione (nello specifico la numero 17388 e la numero 1896 rispettivamente una del 2018 e la seconda dell’anno successivo).

Di conseguenza, con un messaggio reso il noto il 14.10.2021, l’Istituto ha rettificato ed ha applicato le sentenze permettendo così ai percettori dell’assegno di continuare a lavorare.

In seguito, è arrivato il Senato che con il Decreto Fiscale (poi legge) non ha lasciato dubbi.

Inoltre, le richieste che in precedenza erano stata scartate, saranno oggetto di revisione, infatti il Direttore dell’Istituto ha fatto sapere che vi sarà una riesamina automatica delle diverse domande non accettate.

Di conseguenza, se l’interessato aveva già presentato la richiesta ovviamente non è tenuto a rifarla, al contrario chi non l’ha ancora fatta è tenuto a compilarla.

Come fare domanda?

Prima di compilare la richiesta per l’assegno di invalidità è necessario che il medico di base rediga un certificato medico introduttivo che sarà poi mandato via web all’INPS.

Inoltre, dal 01.10.2022, il medico di base può inviare la richiesta per l’invalidità al posto dell’interessato. Ovviamente, il medico avrà bisogno di tutti i documenti necessari.

Chiaramente, anche l’interessato può fare richiesta oppure farsi aiutare da un CAF di fiducia. Basta soltanto accedere al sito INPS, anche con SPID, e procedere alla compilazione.

Qualche tempo dopo aver inoltrato la richiesta, l’interessato sarà chiamato dall’ASL per appurare la condizione di invalidità. La commissione assegnerà all’interessato, dopo attente valutazioni, una percentuale di invalidità.

Come detto, se tale percentuale (ovviamente l’altro parametro è il reddito) rientrerà tra il 74% e il 99%, il soggetto potrà percepire l’assegno.

Gestione cookie