Il gasdotto più ambito d’Europa, MidCat dai Pirenei al continente: scenario possibile

In Europa vi è un gasdotto che farebbe gola a molti, località Pirenei e progettazione made in Italy. Macron non sembrerebbe troppo convinto dell’idea.

I leader europei sarebbero sul punto di litigare, facciamo chiarezza.

gasdotto pirenei
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Spagnoli e in primi tedeschi hanno rispolverato l’idea del gasdotto appena la questione gas è diventata vera e propria emergenza per via del conflitto scatenato da Putin in Ucraina. L’Europa coltiva convinzioni a riguardo e pertanto Bruxelles potrebbe introdurla nei programmi strategici.

Ma i francesi, inizialmente favorevoli, stanno obiettando a più non posso. Le relazioni tra Parigi e Berlino vanno incrinandosi.

Progetto Midcat, gasdotto sui Pirenei

La progettazione ha un nome, ossia Midcat, un gasdotto che scavallando i Pirenei riesce a connettere gli stabilimenti di rigassificazione spagnoli e portoghesi (nel complesso sei) con il restante flusso europeo. Se concretizzato, potrebbe allargare il rifornimento di materia prima nell’intero territorio europeo del 20-25%, oltre il 50% di quanto assicurato fino qualche tempo fa dalla Russia.

Perché uno scenario del genere potrebbe essere realistico è presto detto: le strutture della penisola iberica che accolgono Gnl, il gas naturale fluidificato che cammina via imbarcazione e viene trattato nei rigassificatori prima di essere fatto entrare nella rete, contano sempre spazio a disposizione. Quantomeno un 30-35% di capienza potrebbe essere usufruita per un periodo notevole dell’anno.

Non è tutto, il Midcat potrebbe tornare utile anche alla circolazione del gas in arrivo dall’Algeria, che a oggi, oltre che via mare, giunge nell’Unione Europea attraversando il gasdotto che connette la Tunisia all’Italia e da qui muove al di là delle Alpi.

La situazione attuale, la rete europea del gas

Allo stato attuale delle cose la connessione tra Spagna e Francia si limita a un’unica tubatura di capacità piuttosto modesta. Occorrerebbe una dal volume maggiore.

L’argomento è tornato di moda circa il ragionamento sulle possibilità di surrogazione delle forniture provenienti dalla Russia. Come tematica centrale anche come attuare l’idea investendo dal punto di vista economico la minore somma possibile.

Il programma, la cui responsabilità è in mano al gruppo spagnolo Enagas e all’italiana Snam, è stato nuovamente visionato: andrebbe a costare non oltre i 450 milioni poiché nel mentre la rete continentale si è allargata e le tempistiche di conseguimento potrebbero essere piuttosto rapide, addirittura meno di 365 giorni.

Non solo gli spagnoli, ma anche i tedeschi si battono per il progetto, lo Stato più leso dal termine delle forniture di Gazprom. Il cancelliere Olaf Scholz e il premier Sanchez si sono incontrati pubblicamente e ufficialmente più volte, sotto lo sguardo interessato di Bruxelles. Ma l’Eliseo sembrerebbe contrario, per Parigi il piano non sarebbe attuabile né economicamente né ambientale. Una posizione ribadita proprio dalla capitale francese poco prima del meeting atteso nella mattinata di giovedì tra i leader più interessati:

il premier spagnolo Pedro Sanchez, il presidente francese Emmanuel Macron e il premier portoghese Antonio Costa.

L’incontro ha visto il MidCat e le sue interconnessioni energetiche nell’Unione Europea come tema all’ordine del giorno.

Progetto Midcat, quale futuro possibile?

Parigi in ogni caso non chiude un potenziale futuro del piano MidCat. La promessa è la ricerca di possibili alternative a medio e lungo termine da considerare assieme ai partner iberici, in assoluto ossequio della partecipazione energetica europea e naturalmente delle sue interconnessioni.

Macron sosterrà perciò, a prescindere dalla tematica del MidCat, gli argomenti dell’interconnessione energetica e probabilmente quelli più lunga gittata inerenti a un piano europeo per l’idrogeno.

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Il parere del presidente francese, stando alle indiscrezioni, sarebbe che in questa particolare congiuntura storica ci sia necessità di un confronto di matrice politica più che tecnica, per commisurare le prospettive e le occorrenze dei tre Stati e il modus operandi futuro da attuare all’unisono.