Nuovo bonus 150 euro, il reddito può essere un problema per pensionati e lavoratori

Nuovo bonus da 150 euro nel testo del DL Aiuti ter, pubblicato il 23 settembre scorso in Gazzetta ufficiale (DL n. 144 del 2022), in vigore dal 24 settembre. Ne beneficeranno varie categorie di lavoratori, ma anche i pensionati. Di rilievo però il requisito del reddito.

Un bonus specifico per lavoratori e pensionati con un reddito al di sotto dei 20mila euro annui, ovvero un contributo una tantum – erogato una volta sola – del valore di 150 euro, introdotto dall’Esecutivo e assegnato nel mese di novembre.

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La nuova agevolazione vuole essere una misura di sostegno a favore di non poche famiglie alle prese con il caro vita e i costi di bollette e beni di prima necessità, aumentati enormemente negli ultimi mesi.

Non vi sono dubbi a riguardo: il nuovo bonus 150 euro una tantum introdotto dal Governo arriverà a quasi 22 milioni di italiani, dai dipendenti ai pensionati, dai co.co.co a lavoratori domestici (ovviamente in regola).

Della misura si trova puntuale traccia all’interno del testo del decreto legge Aiuti ter, che prevede una cifra totale pari a circa 3,2 miliardi per erogare il sussidio in oggetto. Vediamone allora qualche ulteriore caratteristica, in particolare con riferimento ai lavoratori dipendenti.

Bonus 150 euro lavoratori subordinati: come funziona? Gli aspetti chiave del meccanismo

Con i mesi freddi che si avvicinano e una situazione sempre più incerta a livello di prezzi e costi delle bollette, le famiglie saranno (parzialmente) aiutate da questo nuovo contributo, che non è dissimile da quello estivo pari a 200 euro – ma che ha la caratteristica di abbassare il tetto del reddito da 35mila a 20mila euro annui.

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, il datore di lavoro sarà nuovamente incaricato, come per il bonus 200 euro, del versamento in busta paga. Ma quali sono i requisiti per risultare percettori? Eccoli di seguito:

  • il contributo una tantum varrà per i lavoratori dipendenti, con esclusione di quelli con rapporto di lavoro domestico, aventi una retribuzione lorda imponibile previdenziale per il mese di novembre 2022 non eccedente l’importo di 1.538 euro;
  • saranno i datori di lavoro in modo automatico a riconoscere l’indennità in oggetto, senza dover fare domanda ad hoc. Il bonus 150 euro troverà spazio nella retribuzione erogata nella competenza del mese di novembre 2022;
  • occorre però una previa dichiarazione sottoscritta dal lavoratore di non essere titolare di prestazioni pensionistiche o di non averlo incassato da altro datore, nel caso abbia più di un rapporto di lavoro in essere.

Attenzione però, in quanto il bonus 150 euro non costituisce reddito ai fini fiscali e non rileva per il versamento di prestazioni previdenziali ed assistenziali. Inoltre il contributo una tantum in questione non è cedibile, né sequestrabile, né sottoponibile a pignoramento (come invece lo è, entro certi limiti, lo stipendio).

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, le risorse stanziate dallo Stato per il bonus 150 euro sono poco più di un miliardo per quest’anno, per una platea di circa 6,66 milioni di beneficiari.

Pensionati, lavoratori domestici e disoccupati: come funziona?

Facciamo alcune ulteriori precisazioni, in tema di soggetti beneficiari del contributo una tantum. Per quanto riguarda i lavoratori domestici già beneficiari del bonus 200 euro, questi riceveranno – senza dover fare richiesta e senza tetto di reddito – l’indennità a novembre in via diretta dall’Inps.

L’istituto verserà i 150 euro anche ai disoccupati che a novembre incasseranno la Naspi e alle persone che quest’anno hanno l’indennità di disoccupazione agricola di competenza del 2021.

Per quanto riguarda invece i pensionati il bonus 150 euro sarà pagato in via automatica  dall’Inps nel corso del prossimo novembre. Attenzione però ai requisiti previsti, in quanto per averlo occorre essere residenti nel nostro paese, essere titolari di uno o più trattamenti previdenziali, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, o di trattamenti di accompagnamento alla pensione.

Soprattutto il reddito personale assoggettabile ad Irpef, al netto dei contributi, non deve essere per il 2021 superiore a 20.000 euro. Quindi anche per i pensionati si restringe il requisito reddituale rispetto al previo bonus 200 euro della scorsa estate. Per essi in particolare le istituzioni hanno previsto uno stanziamento di circa 24 miliardi per il 2022, per una bacino di destinatari non inferiore a 8,3 milioni di persone.

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Infine ricordiamo che anche gli autonomi percepiranno l’indennità in oggetto e che il bonus 150 euro varrà anche per le famiglie con reddito di cittadinanza, le quali incasseranno l’indennità d’ufficio con il beneficio di novembre, a patto che nel nucleo non ci siano beneficiari di diverse indennità.