Pellet più economico sul mercato: esiste davvero

Qual è il pellet più economico da acquistare per risparmiare e non passare un inverno al freddo? Chi cerca trova ma non sempre accade.

La stufa a pellet deve essere alimentata con i piccoli cilindri di legno il cui costo è raddoppiato rispetto a pochi mesi fa.

pellet economico
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La domanda aumenta, l’offerta diminuisce e inevitabilmente si assiste ad un aumento dei costi. Questo è quanto accaduto con il pellet dopo che il boom di acquisti delle stufe ha fatto crescere a dismisura la domanda. In poco tempo si è passati da un prezzo di 3/4 euro per un sacco da 15 chili a circa 9/10 euro con picchi di 13 euro. Il costo raddoppiato, però, non significa che la stufa a pellet abbia perso la sua convenienza rispetto agli impianti di riscaldamento tradizionale. I piccoli cilindri di legno rimangono la soluzione di risparmio migliore per l’inverno che presto arriverà. Ciò non toglie che i cittadini vogliano ugualmente risparmiare acquistando il pellet più economico sul mercato. Peccato che non ci sia.

Pellet più economico, esiste veramente?

Al momento pensare di spendere meno comprando pellet di qualità in offerta significa solamente cadere nelle mani di abili truffatori. Se navigando in rete si trovano offerte straordinarie di cilindri in legno venduti con sconto del 30% o più ci si trova davanti ad una truffa. Nessun produttore serio, infatti, può permettersi di abbassare un costo medio di 9/10 euro per 15 chili di prodotto oppure non guadagnerebbe nulla.

I costi sono aumentati per la difficoltà di reperimento del prodotto. In Italia non ci sono abbastanza produttori da ricoprire l’attuale fabbisogno. L’unica soluzione è l’importazione ma sorge un altro problema. I Paesi esportatori quali Francia, Croazia, Germania, Austria e Slovacchia non hanno più scorte sufficienti per produrre tanto pellet da soddisfare le richieste. Gli scarti del legno, infatti, arrivavano dalla Russia e, per noti motivi, ora il commercio si è interrotto.

Quale legno scegliere per ammortizzare i costi?

Abete e faggio sono le due tipologie di pellet migliori sul mercato e, naturalmente, anche le più costose. Fino allo scorso anno si potevano tranquillamente comprare ma chi intendeva spendere meno dirottava su castagno, conifere, canapa o ulivo. Ebbene, oggi questa differenza di convenienza non esiste più. Scegliere le ultime tipologie elencate non garantisce un risparmio importante.

Le uniche vere alternative di risparmio sono materiali diversi dal pellet. Parliamo, ad esempio, del nocciolino di sansa vergine, gusci di frutta secca oppure mais. Costano molto meno anche se spesso non sono semplici da reperire. Inoltre, prima di utilizzarli al posto dei cilindri di legno è necessario consultare un tecnico specializzato per capire se la propria stufa è adatta all’alternativa che si intende acquistare.

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