Avvelenamento da Pvc, è davvero possibile e questo materiale è dappertutto

Possiamo parlare di avvelenamento da Pvc? Assolutamente sì. La verità inquietante che ci circonda, e come fare a difendersi.

Il Pvc è un materiale usato per una miriade di oggetti che usiamo quotidianamente, nonostante sia pericoloso per la salute. Ecco come stanno le cose.

avvelenamento da pvc
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Sono numerosissimi i danni alla salute dell’uomo e alla Terra che può causare il Pvc. Acronimo che sta per polivinilcloruro di vinile. Questo materiale, altamente pericoloso, è incredibilmente usato in modo massiccio nell’industria. E persino nell’ambito sanitario. Ma com’è possibile, viene da chiedersi, se è così dannoso? Purtroppo la conoscenza dei rischi di un’esposizione al Pvc non ha impedito il suo largo utilizzo.

Per capire come sia “onnipresente” nelle nostre vite il Pvc, basta pensare a tutti gli oggetti che abbiamo intorno. Spesso appunto realizzati con questo materiale. Dagli infissi ai pavimenti, dai mobili per esterni ai giocattoli per bambini, dalle carte di credito alle pellicole e alle bottiglie di acqua minerale, fino agli strumenti che dovrebbero tutelare la salute. Come ad esempio i tubi i alcuni macchinari (compresi quelli per l’emodialisi), sonde o cateteri. E non dimentichiamoci alcune tratte di tubature dell’acqua.

Avvelenamento da Pvc, come avviene?

Il fattore che rende così pericoloso il Pvc è la sua composizione. Infatti è Pvc è fatto da due sostanze in particolare: il cloro e l’etilene. Queste sostanze diventano dicloruro di etilene, un materiale noto per essere pericoloso per l’uomo e per l’ambiente.

Più nello specifico, molti studi e ricerche iniziate negli anni ’90 hanno evidenziato i rischi di un’esposizione prolungata, e non solo. Il cloruro di vinile ha un’alta capacità di essere assorbito dalla pelle. Gli studi hanno associato al contatto con questo materiale molti disagi per la salute. Problemi al fegato e ai reni, insorgere di tumori e persino malformazioni nei feti.

Fortunatamente, non è che bevendo da una bottiglietta di acqua ci avveleniamo. Ma rischiamo di intossicarci per inalazione. Infatti il cloruro di vinile viene spesso trasformato in altro: come solvente nelle lavasecco, o nei diserbanti, e persino in alcuni deodoranti per ambiente. Immaginiamo poi nel caso di un incendio: i numerosissimi oggetti che abbiamo in Pvc, bruciando, esalerebbero gas altamente tossici, tra i quali la diossina.

I sintomi di un esposizione prolungata a sostanze nocive come queste sono evidenti e chiari. Danni epatici o a carico dei reni e dell’apparato circolatorio, problemi respiratori e poi malformazioni e impotenza.

Grazie ai numerosi studi effettuati negli ultimi decenni, il cloruro di vinile è stato classificato come cancerogeno dallo IARC. Ma ciò non impedisce l’utilizzo del Pvc. I derivati del clururo, come il dicloruro di etilene, sono altamente pericolosi, e vengono impiegati proprio nella produzione del Pvc. 

I Governi di tutta Europa e nel mondo stanno facendo molto per ridurre le emissioni di cloruro di vinile da parte delle industrie. Lavorano su più fronti per monitorare e tenere sotto controllo i siti più a rischio, comprese le falde acquifere. La speranza è che questi materiali e combinati del cloro divengano presto eliminati e che si provveda a sostituirli con elementi più sicuri. Le alternative ci sono.

Nel mentre, possiamo essere consapevoli dei rischi di esposizione. Del fatto che solamente una contaminazione importate porta a problemi gravi per la salute. Anche se non vanno ignorati i sintomi che potrebbero manifestarsi nel lungo termine.

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Dovremmo sapere che potremmo respirare cloruro di vinile dove le forniture di acqua sono contaminate. Ad esempio durante una doccia calda, o dal vapore emesso dalla pentola che bolle. Possiamo fare ben poco, se non informarci adeguatamente, e attendere che le autorità competenti trovino il sistema di ripulire l’ambiente da determinate sostanze tossiche.