Tutti vogliono Mario Draghi, sarà lui la prossima guida della Nato?

Il nome di Mario Draghi continua a essere accostato alla Nato. Un binomio pubblicizzato e non poco da Macron. Ma quale la posizione dell’ormai ex premier italiano?

Insomma, a Mario Draghi nessuno vuol rinunciarci.

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Tutti lo corteggiano, tutti vorrebbero scoprire i segreti della sua agenda. L’ultimo in ordine di tempo a corteggiare il Presidente del Consiglio sarebbe stato Emmanuel Macron. Il Presidente francese vorrebbe Draghi a guida della NATO.

Ora ci sarebbero capire le reali intenzioni di Mario Draghi. Un indizio arriverebbe da una dichiarazione di Henry Kissinger. L’ex segretario di Stato americano osservava come tutte le volte che Draghi ha lasciato un mandato si sia trattato solo di un break, e mai di una definitiva uscita di scena.

Almeno pubblicamente l’ex premier ha sempre ribadito la sua non intenzione di ricoprire nuovi incarichi politici o istituzionali. Ma nella cena organizzata all’Eliseo, davanti a un buon piatto e un pregiato bicchiere di vino, Macron potrebbe provarci in ogni caso.

La possibile proposta di Macron a Draghi

Una proposta piuttosto chiara: subentrare nel mese di giugno segretario generale Jens Stoltenberg a guida della coalizione atlantica, insomma della Nato. Una posizione quanto mai delicata e di livello elevatissimo, specie nell’attuale congiuntura storica condita da apprensioni e ansie belliche e nucleari per via del conflitto scatenato da Putin e l’invasione russa in Ucraina e dalla volontà dell’alleanza occidentale di dare sostegno a Zelensky.

Con Draghi alla guida del Paese, l’Italia ha supportato dal primo istante lo Stato ucraino, anche il sostegno militare per mezzo di cinque decreti.

A dispetto delle dichiarazioni di Draghi, le premesse lasciano ipotizzare altro.

Macron-Meloni, una relazione complessa

Macron avrà anche la possibilità di incontrare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Roma in occasione della manifestazione consacrata a Sant’Egidio e dedicata alla pace. L’evento è atteso per il 23 e il 24 ottobre.

In quel momento Meloni dovrebbe aver già ricevuto l’oneroso compito di comporre il nuovo esecutivo. Se i rapporti tra Macron e Draghi sono stati caratterizzati da cordialità e coesione, non è scontato vada così anche con l’approdo a Palazzo Chigi della prima portavoce di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Il background politico e il curriculum della leader di FdI non aiuta, come pure le affermazione della prima ministra francese Borne sul risultato delle politiche in Italia, accennando a una sorta di vigilanza speciale sui diritti civili, accostando l’Italia alla Polonia, ma soprattutto all’Ungheria di Orban.

Tutti vogliono Mario Draghi

Le indiscrezioni rese note dal magazine Repubblica sull’idea del Presidente francese segnalano inoltre anche altri scenari per l’ex number one della Bce. Il riferimento è a un possibile ritorno ai vertici europei: le votazioni per il Parlamento Europeo di Bruxelles sono prossime e tra non molto sarà il momento di conferire anche l’incarico di presidente della Commissione Europea. Tutto è possibile per l’uomo dei ritorni.

Sebbene la cena tra Macron e Draghi si possa pensare come il coronamento di una lunga e proficua collaborazione tra i due leader, nessuno realmente è a conoscenza dei progetti futuri dell’ex premier. Una cosa è sicura, tutti sono convinti che di lui ci sia ancora bisogno e che ancora una volta non tradirà le aspettative. Mario, ora tocca a te, ancora una volta.

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