Terzo conflitto mondiale è ormai a un passo, parola di Dmitry Medvedev

Il terzo confitto mondiale per molti sarebbe già esploso. Intanto Medvedev rincara la dose delle minacce e annuncia l’imminente guerra globale.

Le affermazioni dell’ex presidente russo non fanno che alimentare le preoccupazioni di una deriva planetaria della guerra scatenata da Putin in Ucraina.

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Sebbene le attenzioni della stampa nazionale siano orientate al toto ministri e alla formazione del nuovo governo, in Ucraina la guerra prosegue e si inasprisce.

L’offensiva che ha portato al fuoco sul ponte in Crimea è stata un pretesto ideale per Putin: la Russia quindi non si è risparmiata dall’effettuare un tremendo attacco nei confronti di Kiev. Nella capitale sono stati colpiti obiettivi civili, non mancano le vittime. Anche nella giornata di mercoledì retate aeree russe si sono susseguite sui cieli di Zaporizhzia.

La sfuriata di Putin non risparmia i civili, chi il vero terrorista?

La sfuriata russa è la reazione all’attacco che ha leso parte del Ponte di Kerč’, in Crimea. Una regione contesa tra Russia e Ucraina, occupata dai russi dal 2014.

Per l’autocrate russo gli episodi suddetti sarebbero un vero e proprio atto di terrorismo finalizzato alla distruzione di installazioni civili fondamentali per il suo Paese. Insomma, da che pulpito. Stando a Putin gli artefici ed interpreti del gesto apparterrebbero ai servizi speciali ucraini.

La reazione di Putin, che ha visto come bersagli obiettivi civili, è stata condannata all’unanimità dall’alleanza occidentale. Zelensky invoca ulteriori sanzioni e supporto bellico per far fronte all’esercito russo. Un contesto che riaccende i fantasmi di un terzo conflitto mondiale pronto a esplodere in qualsiasi momento.

Stando al parere dell’ex presidente russo Medvedev vi sarebbe una possibilità che potrebbe dare una decisa accelerata all’escalation globale della guerra. Proviamo a capire quale.

Terzo conflitto mondiale, le minacce dell’ex presidente russo Medvedev

Il conflitto prosegue ormai da 230 lunghissimi giorni. Prospettive di venirne a capo non ve ne sono, figurarsi in maniera pacifica. Anzi, il timore di un allargamento della guerra in altri Paesi è un’ipotesi da non prendere sottogamba.

Una realtà che potrebbe essere agevolata qualora gli Stati Uniti provvedessero a fornire di specifico arsenale bellico l’Ucraina, così come richiesto dal presidente Zelensky. Le armi in questione sarebbero quelle a lungo raggio, si tratta dei lanciamissili Himars in grado di colpire anche il territorio dell’invasore. Fino a questo momento Biden ha sempre evitato di concedere questa tipologia di sostegno militare proprio per paura che gli ucraini potessero colpire direttamente il territorio russo, provocando una ennesima escalation bellica.

Un potenziale scenario che potrebbe essere il vero e proprio casus belli per il divampare di un terzo conflitto globale, questo il parere dell’ex presidente russo Dmitry Medvedev, attualmente vice capo del Consiglio di sicurezza russo.

Medvedev, stando a fonti riportate dalla Tass, avrebbe spiegato su Telegram come

la fornitura a Kiev di lanciamissili multipli (Mlrs) dotati di munizioni a lungo raggio sia la strada più veloce per un’escalation del conflitto in Ucraina verso l’irreversibile conseguenza di una guerra mondiale.

Medvedev, ancora su Telegram, avrebbe anche espresso come il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg abbia essenzialmente confessato l’intervento diretto dell’Alleanza Atlantica nella guerra. Questo il passaggio in questione

Il commento del segretario generale della Nato che una vittoria della Russia in Ucraina significherebbe una sconfitta dell’Alleanza Atlantica è una conferma diretta che il blocco partecipa alla guerra contro il nostro Paese.

Nel frattempo considerando il G20 che avrà luogo in Indonesia nel corso del mese di novembre, la Russia non esclude un potenziale confronto tra Biden e Putin. A ipotizzarlo nientemeno che il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, che ha affermato come il suo Paese sia ben disposto a prendere in considerazione un possibile invito per un colloquio tra Putin e Biden al prossimo e imminente G20, qualora questo venisse effettivamente ricevuto. Il ministro ha pure evidenziato come i russi non abbiano ostacolato confronti eventuali con gli Usa.