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Pensioni

Le pratiche TFS e TFR saranno presto smaltite: l’INPS si prepara ad erogare i soldi

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Un’accelerata nello smaltimento delle pratiche del Tfs e del Tfr, ecco l’intenzione dell’INPS. Presto i neo pensionati potranno ottenere i propri soldi.

Il progetto smaltimento giacenze Tfr-Tfs entra nel vivo con l’INPS che mette la quarta per il pagamento degli importi spettanti ai cittadini.

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L’obiettivo dell’INPS è smaltire 11 mila pratiche Tfs e Tfr entro la fine del 2022. L’accelerazione nei pagamenti della liquidità ai lavoratori usciti dal mondo del lavoro – soprattutto per i dipendenti statati – è imposta dal Progetto smaltimento giacenze Tfr-Tfs. Parliamo di un piano straordinario nato nel 2020 volto a ridurre i tempi di erogazione del Trattamento di Fine Servizio e Rapporto ai lavoratori del settore pubblico e privato. Mentre di attendono cambiamenti della normativa per rendere strutturale la riduzione delle tempistiche di liquidazioni per i dipendenti pubblici, vediamo come l’INPS ha intenzione di agire.

Le pratiche Tfs e Tfr da smaltire sono 11 mila, ecco gli interessati

L’INPS ha annunciato che la maggior parte delle pratiche da smaltire riguarderà il settore scuola. La stima è di una lavorazione di 2.302 fascicoli relativi a insegnanti e personale non docente. Altre 5.126 cartelle, invece, riguarderanno la Pubblica Amministrazione mentre 534 pratiche smaltite faranno riferimento ai rimborsi del Trattamento di Fine Servizio e del Trattamento di Fine Rapporto. Infine, saranno 3.038 i fascicoli per i ricalcoli delle buonuscite.

Questa accelerazione, dunque, dovrebbe permettere a 11 mila beneficiari di ottenere, finalmente, la liquidità spettante. In alcuni casi l’attesa dura da uno o due anni in più rispetto alla presenta data di erogazione del Trattamento. I ritardi devono essere risolti e l’INPS si sta attivando in tal senso.

Cosa sapere sull’erogazione della liquidità per dipendenti pubblici1

I dipendenti pubblici ricevono la liquidità con tempistiche molto più lunghe rispetto ai lavoratori privati. Proprio su questo differimento si sta lavorando ma, ad oggi, l’attesa minima per i lavoratori del settore pubblico è di 105 giorni. Tale periodo fa riferimento ai rapporti di lavoro la cui cessazione del servizio è dovuta all’inabilità o decesso del lavoratore stesso. Sale a 365 giorni l’attesa minima per chi cessa il rapporto di lavoro per raggiungimento dell’età pensionabile.

In ogni altro caso – come licenziamento e dimissioni volontarie – la liquidazione non sarà corrisposta prima dei 24 mesi. Non è detto, però, che ritardi nella procedura facciamo allungare la tempistica fino a 5 anni. In più, occorre sapere che il versamento del Tfs sarà per intero per cifre inferiori a 50 mila euro, in due rate per cifre superiori a 50 mila euro e inferiori a 100 mila e in tre rate per somme che superano i 100 mila euro.

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