No al pignoramento pensioni entro i 1000 euro: l’emendamento al DL Aiuti bis cambia tutto

Una importantissima novità inclusa in un emendamento al decreto Aiuti bis ‘salva’ dal pignoramento del creditore le pensioni entro i mille euro. I dettagli e la finalità.

Il percorso verso la conversione in legge del decreto Aiuti bis dovrà concludersi entro l’8 ottobre prossimo, ma intanto il testo del maxi provvedimento da 17 miliardi di euro, a favore di cittadini, famiglie ed imprese, ha ricevuto nelle scorse ore il via libera del Senato.

pignoramento pensioni
pignoramento pensioni (Foto InformazioneOggi.it)

Ciò a seguito di una fase di ‘congelamento’ in commissione, collegate alle valutazioni su un emendamento in tema di cessione del credito e Superbonus.

Le ultime notizie ci dicono però che il decreto Aiuti bis, dopo aver ricevuto l’ok del Consiglio dei Ministri lo scorso agosto, ora è pronto per la tappa alla Camera. Intanto emergono quelle che saranno le novità contenute nel provvedimento varato per aiutare la popolazione contro i rincari, il boom dell’inflazione e gli aumenti dei prezzi dei beni di prima necessità.

In particolare di seguito ci focalizzeremo su una particolare misura di rilievo in materia previdenziale, ovvero lo stop al pignoramento delle pensioni fino a 1.000 euro. Questo valore infatti rappresenta il nuovo minimo vitale fissato per legge.

Pensioni, aumenta il limite di impignorabilità del trattamento previdenziale: la finalità

Lo rimarchiamo per sgomberare il campo da ogni possibile dubbio: le novità sul limite di impignorabilità delle pensioni sono parte di quella serie di emendamenti al testo del decreto Aiuti bis, che hanno ricevuto il via libera da parte del Senato nelle ultime ore.

Finalità dell’emendamento che innalza il limite di impignorabilità a mille euro è la tutela delle categorie economicamente più deboli e in una fase avanzata dell’età. Ecco allora un nuovo minimo vitale, ovvero quel livello essenziale di mezzi economici che servono all’individuo per mantenere un’esistenza dignitosa per sé e per la sua famiglia.

Un po’ più nel dettaglio, il minimo vitale è di fatto quella somma di pensione che nonostante possibili pignoramenti da parte del creditore, deve essere assicurata al pensionato per permettergli di campare e pagarsi i beni di prima necessità.

Proprio così: anche in caso di debito con lo Stato, scatterà questo nuovo limite – oggi peraltro giustificato anche e soprattutto dalla corsa al rialzo dei prezzi e dal boom bollette.

Tetto di impignorabilità pensioni sale a mille euro

In ogni caso, il parametro di cui tener conto sarà correlato al valore dell’assegno sociale, con il nuovo ammontare minimo di mille euro relativo a pensioni, indennità e altri assegni di quiescenza. Grazie all’approvazione del decreto al Senato cresce il limite di impignorabilità delle pensioni poiché nel testo si trova scritto che le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere oggetto di pignoramento per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro. Questo è frutto dell’emendamento che ha ricevuto l’ok nelle scorse ore.

In altre parole, il pensionato non rischierà di vedersi portati via i soldi in caso di debito non ancora saldato, se si tratta di pensioni, indennità e altri assegni di quiescenza di valore non al di sopra del doppio della misura mensile dell’assegno sociale, con un minimo di mille euro.

Interessante è altresì notare che attraverso la legge di conversione del Decreto Aiuti bis, da approvarsi entro l’8 ottobre, a cambiare è quanto indicato dall’art. 545 del Codice di Procedura Civile in tema di crediti impignorabili.

Ma attenzione: per quanto riguarda i limiti di pignoramento delle pensioni, fino all’entrata in vigore di queste ultime novità in emendamento, vale il divieto per gli assegni di importo pari alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà.

Impignorabilità pensioni: cosa cambia a livello di numeri?

Al momento la situazione è, in termini pratici, la seguente: il divieto di pignoramento è ancorato al valore pari a 702,42 euro, appunto l’importo mensile dell’assegno sociale (pari a 468,28 per il 2022), accresciuto della metà dello stesso.

Come accennato, l’emendamento approvato conserva il riferimento all’assegno sociale, ma soprattutto considera il doppio dell’importo massimo mensile e indica un valore di non pignorabilità uguale al tetto di mille euro di pensione.

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Concludendo, le pensioni sotto questa soglia non saranno in nessun caso pignorabili, mentre per quanto riguarda le regole sul pignoramento pensioni sopra i mille euro, non vi sono novità. Ciò significa che la parte eccedente detto ammontare rimane comunque pignorabile nei limiti previsti dal terzo, quarto e quinto comma del suddetto art. 545 del Codice di Procedura Civile.