Busta paga, da ottobre parte la decontribuzione: gradito regalo o beffa in arrivo?

La busta paga cambierà, questa è una certezza, ma i decantati aumenti soddisferanno le aspettative dei lavoratori? 

Da ottobre scatterà il taglio sui contributi previsto dal Decreto Aiuti Bis. I lavoratori attendono importi in busta paga più alti, saranno accontentati?

busta paga
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Il Decreto Aiuti Bis contiene una serie di misure volte a sostenere la popolazione contro l’inflazione. Per il Governo è stato necessario agire al più presto per cercare di alleggerire il peso sulle spalle di famiglie e imprese. Un macigno, infatti, schiaccia i cittadini da quando a febbraio è iniziato il conflitto tra Ucraina e Russia. La strada da percorrere per frantumare questo enorme masso è ancora lunga. Gli interventi decisi dall’esecutivo, infatti, sono utili ma non sufficienti a contrastare l’inflazione. Il taglio delle accise e il Bonus sociale sono strumenti funzionali ma altre misure appaiano agli occhi dei cittadini delle prese in giro. A partire dalla rivalutazione anticipata della pensione fino al taglio del cuneo fiscale per i lavoratori. Purtroppo la decontribuzione prevista comporterà aumenti irrisori in busta paga rispetto al costo della vita. Ci saranno altre novità che renderanno meno amare la pillola per i cittadini?

Busta paga, cosa dobbiamo aspettarci

Da ottobre a dicembre scatterà la decontribuzione del 2% per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 35 mila euro. Un provvedimento atteso da diversi mesi, perfezionato dal DL Aiuti Bis e, tra poco, applicato. Il taglio del cuneo fiscale riguarderà anche la tredicesima erogata a dicembre mentre a partire da gennaio sono attesi interventi strutturali del nuovo esecutivo – ricordiamo le elezioni del 25 settembre – per aumentare le retribuzioni dei lavoratori.

Ma a quanto ammontato gli aumenti annunciati dal Governo? I dipendenti con reddito annuo lordo di 10 mila euro noteranno un incremento in busta paga di 7,11 euro al mese. Chi ha un reddito di 12.500 euro riceverà in più 8,88 euro al mese. Con 15 mila euro di reddito all’anno si stima un aumento di 10,66 euro al mese mentre con 17.500 euro si arriva a 10,64 euro al mese. Con un reddito di 20 mila euro, invece, l’aumento sarà di 12,66 euro.

Continuiamo con 13,68 euro per redditi di 22.500 euro; 15,20 euro per redditi di 25 mila euro; 16,71 euro per redditi di 27.500 euro; 18,23 euro per redditi di 30 mila euro; 16,90 euro per redditi di 32.500 euro e, infine, 18,20 euro di aumento al mese per redditi di 35 mila euro lordi all’anno.

Una buona notizia, la retroattività

Gli aumenti indicati si commentano da soli. Aggiungiamo, però, che la decontribuzione è retroattiva a partire dal mese di luglio. Verrà erogata, dunque, per sei mensilità più la tredicesima (anche se corrisposta a rate). Gli arretrati contribuiranno, dunque, ad aumentare di qualche euro la busta paga di ottobre.

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Delusione? Decisamente sì considerando che l’inflazione è arrivata all’8,4%. L’unica speranza per i lavoratori è che nel 2023 siano messi in atto interventi più efficienti.