Ennesimo ‘schiaffo’ agli italiani: vietato usare camini e stufe a Legna, ecco dove e l’assurdo perché

È davvero possibile che sia vietato usare camini e stufe a Legna? La risposta, purtroppo, è sì. Ecco dove e per quale motivo.

Siamo di fronte ad una situazione paradossale, ma non ci sono scusanti: è il Governo che sta facendo delle scelte. La crisi energetica sta innescando una serie di problematiche sempre più gravi, e le vie d’uscita sembrano sempre più lontane.

vietato usare camini e stufe
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Non passa giorno che non si senta parlare di crisi energetica, di costi insostenibili per l’energia, della “colpa” di Putin e della fantomatica “svolta green” che dovrebbe renderci tutti più felici e meno inquinanti. Ma forse qualcosa sta andando storto.

L’inverno è ormai alle porte, c’è poco da fare. E mentre le persone (e le aziende) non sanno più come fare a pagare le bollette, arrivano notizie che farebbero ridere, se fossimo di fronte ad un film invece che nella realtà.

Grandi “esperti” continuano a suggerirci di fare docce più corte, di usare di meno gli elettrodomestici, di non tenere in carica il cellulare di notte, di abbassare la temperatura del riscaldamento. Stiamo persino imparando a cuocere la pasta senza il fuoco, e a riempire la lavastoviglie completamente prima di avviarla, incredibile.

Insieme a questi “preziosi” consigli, nemmeno fossimo bambini piccoli che non sanno tenere un cucchiaio in mano, ci viene suggerito caldamente (e sottolineo il termine) di passare a impianti energetici di ultima generazione. Fotovoltaico, pompe di calore, pannelli solari, stufe a biomasse. Piccolo particolare: ci vogliono alcune migliaia di euro per farlo, e le tasche degli italiani sono invece sempre più vuote.

Ma al peggio non v’è mai fine, come recita un vecchio detto. In tutta questa situazione, che è drammatica se qualcuno non se ne fosse ancora accorto, arrivano pure i divieti e, ciliegina sulla torta, i “controlli della Polizia”. Ecco a cosa dovremo fare attenzione d’ora in poi.

Le indicazioni del Governo, del MISE e i provvedimenti già in atto

Se andiamo a leggere il Piano Nazionale di Contenimento dei Consumi di Gas Naturale troviamo informazioni molto interessanti. Tutti i provvedimenti sono già in atto perché previsti a cominciare appunto dal mese di settembre 2022.

Le indicazioni e le normative riguardano tutti, dallo Stato alle aziende ai cittadini. Soffermandoci su quest’ultima categoria, ma solo per un attimo. Ecco cosa è previsto per la popolazione. Una puntuale campagna di sensibilizzazione e alcuni obblighi.

“Riduzione della temperatura e della durata delle docce. L’utilizzo anche per il riscaldamento invernale delle pompe di calore elettriche usate per il condizionamento estivo. L’abbassamento del fuoco dopo l’ebollizione e la riduzione del tempo di accensione del forno. L’utilizzo di lavastoviglie e lavatrice a pieno carico. Il distacco della spina di alimentazione della lavatrice quando non in funzione. Lo spegnimento o l’inserimento della funzione a basso consumo del frigorifero quando in vacanza. Non lasciare in stand by TV, decoder, DVD, la riduzione delle ore di accensione delle lampadine. Da tali misure a costo zero può aversi un risparmio, da stime ENEA, fino a 2,7 Smc.”

Le direttive obbligatorie, invece, faranno sì che nei condomini il riscaldamento verrà acceso 15 giorni più tardi del consueto e con 1 grado in meno. Ciò farà risparmiare 2.697.249.794 di Gas Metano solamente nel settore domestico. Per quanto riguarda il settore uffici e commercio, verranno abbassati i termosifoni di 1 grado (risparmio di 425.860.000) e verrà tolta un’ora di riscaldamento al giorno (risparmio di 59.700.000).

Oltre a questo, il Governo sta valutando una modalità di “controllo a campione” per i cittadini “liberi” dal riscaldamento centralizzato. Pensiamo che sia tutto? Niente di più sbagliato. Probabilmente siamo solo all’inizio, e intanto arriva l’ennesima “stretta”. Ecco cosa succede se vogliamo riscaldarci un po’ di più o risparmiare di Gas.

Ennesimo ‘schiaffo’ agli italiani: vietato usare camini e stufe a Legna, ecco dove e l’assurdo perché

Gli italiani stanno pensando a come fare a risparmiare energia, ad “accontentare” le richieste del Governo, ma anche a come riscaldarsi e vivere dignitosamente. Una delle idee che è certamente venuta a qualcuno è quella di usare il caminetto, o la stufa a Legna. Non tutti hanno “la fortuna” di possederla, ma almeno qualche persona potrà ovviare a questa assurda situazione.

Invece no. Le Leggi attuali vietano l’uso dei caminetti e di alcune stufe a legna/biomasse. Parliamo soprattutto di alcune Regioni d’Italia, ma ben presto le cose potrebbero peggiorare ovunque. La motivazione? Siamo di fronte a una direttiva UE del 2013, che all’epoca aveva anche senso, se vogliamo essere onesti intellettualmente.

La direttiva prevedeva limitazioni nell’uso di stufe a Legna, per migliorare la qualità dell’aria e le emissioni di PM10. Ecco che alcune Regioni hanno di fatto impedito ai cittadini di riscaldarsi o cucinare con questo tipo di stufe. Parliamo di Lombardia ma anche di Emilia Romagna, Piemonte, Toscana e Veneto. Sicuramente poi ogni Regione ha il suo regolamento in merito.

Ovviamente c’è una soluzione. Basta acquistare le stufe più innovative, che hanno il “permesso” di poter funzionare. Insomma, di nuovo in qualche modo dovremmo investire dei soldi. E chissà, a questo punto, come schizzerà alle stelle il prezzo della Legna, già salito abbondantemente.

Ma il bello è che ai cittadini non è permesso risparmiare come preferiscono. Mentre nel Piano Nazionale di Contenimento dei Consumi dove troviamo i consigli e gli obblighi di cui sopra c’è una dichiarazione chiara e trasparente.

“Per ridurre il consumo di gas rispetto al tendenziale, un contributo di diversificazione
ulteriore rispetto all’apporto delle rinnovabili può essere ottenuto dalla massimizzazione della produzione di energia elettrica da impianti che usano combustibili diversi dal gas (carbone, olio combustibile e bioliquidi), già oggi sostenuta dagli alti prezzi dell’energia elettrica sul mercato. In particolare, è stato stimato che la massimizzazione della produzione a carbone e olio delle centrali esistenti regolarmente in servizio contribuirebbe per il periodo 1 agosto 2022 – 31 marzo 2023 a una riduzione di circa 1,8 miliardi di Smc.”

La ciliegina sulla torta. Siccome sarebbe davvero difficile controllare “porta a porta” cosa fanno gli italiani col proprio impianto di riscaldamento, ecco come si comporterà il Governo.

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“Sarà possibile comunque attuare, oltre a controlli a campione su edifici pubblici,
grandi locali commerciali, punti a maggiore consumo, una responsabilizzazione dei
conduttori degli impianti di riscaldamento centralizzato, monitorando a livello di reti
di distribuzione gas cittadine la risposta degli utenti utilizzando i dati orari di prelievo ai punti di connessione tra le reti di distribuzione cittadine e i punti di riconsegna della rete di trasporto SNAM, che sono costantemente monitorati“.