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Chi dice “sì” è perduto: in atto una nuova truffa telefonica pericolosa per i propri soldi

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Chi dice “sì” al telefono rischia di cadere dritto dritto nella ragnatela tessuta dai truffatori per catturare la vittima. Attenzione al nuovo raggiro.

Un semplice “sì” basta ai malintenzionati per mettere in atto un subdolo piano che mira ai soldi dell’inconsapevole vittima.

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La fantasia dei criminali è sempre all’opera per escogitare nuovi trucchi in modo tale da imbrogliare potenziali vittime. Quando non nascono nuove idee si attinge al passato apportando qualche modifica in modo tale da non impensierire la persona raggirata. Spesso le truffe riescono perché colgono impreparata la vittima o perché la spaventano tanto da far perdere la lucidità in pochi secondi. È il caso dei tentativi di phishing, l’invio di e-mail dal contenuto preoccupante (“il conto è stato bloccato”, “se non invia i dati richiesti non riceverà il pagamento”…) che spinge il destinatario a seguire alla lettera le istruzioni contenute del testo. Poi ci sono i messaggi trappola (smishing) o i raggiri social tramite, ad esempio, chat di WhatsApp. E infine un vecchio trucco utilizzato dai malintenzionati, la telefonata con la truffa dal “sì”.

Chi dice “sì” diventerà vittima dei malintenzionati

I truffatori chiamano l’ignara vittima e iniziano la conversazione con una semplice domanda “Parlo con …” e aggiungono nome e cognome estrapolato da vecchi contratti o dal web. Se l’ignaro interlocutore risponderà “sì” a questo oppure ad un qualsiasi altro quesito, i malintenzionati potrebbero estrapolare l’avverbio e utilizzarlo a proprio piacimento.

Nella maggior parte dei casi useranno la risposta affermativa in un contesto diverso, impiegandola per esempio in una frase come consenso all’attivazione di un abbonamento. Accorgersi subito della truffa è impossibile. Il malcapitato capirà di essere stato raggirato solamente quando riceverà la prima bolletta da pagare per un servizio non richiesto personalmente. Il problema è che spesso il comportamento scorretto parte da operatori di call center che agiscono per conto di gestori telefonici o fornitori di utenze domestiche. Un pericolo inaspettato, dunque, dal quale tutelarsi.

Raccontaci una truffa subita o se si ha il dubbio di vivere una situazione di raggiro o frode. Il team  si avvale di Esperti che potranno consigliare cosa fare per tutelarsi. Inviare una mail con i propri dubbi o quesiti qui: Segnalazione truffe

Come difendersi dai possibile raggiri

Tenere sempre a mente di non dire mai “sì” per telefono a meno che non si conosca bene l’interlocutore. “Sono io”, “Certo” sono risposte alternative da usare per evitare di cadere nella trappola. L’avverbio di affermazione, dunque, va utilizzato solamente per una sottoscrizione telefonica che si è richiesta personalmente dopo l’avviso che la telefonata sarà registrata per dare validità al contratto.

In più occorre ricordare di non fornire mai per telefono alcune informazioni personali quali i dati anagrafici, il numero del codice fiscale, l’IBAN o i codici POD e PDR dei contatori di luce e gas. In caso di errore che porta direttamente nella tela del ragno, l’unico modo per sciogliere il contratto stipulato per un disattento “sì” è inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno all’azienda interessata in cui si disconosce l’attivazione dello stesso. Infine, è consigliabile rivolgersi ad una associazione che tutela i consumatori.

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