Pensione integrativa: attenzione, per il riscatto esistono regole molto dettagliate

Quali sono le regole per il riscatto (totale o parziale) della pensione integrativa? In che modo viene applicata la tassazione? Tutte le regole da seguire.

La pensione integrativa può essere uno strumento molto vantaggioso per incrementare l’importo dell’assegno, una volta giunti al termine della propria carriera lavorativa.

pensione integrativa
Foto Canva

Ma che tipo di trattamento fiscale si applica con il riscatto del Fondo pensione? Nell’ipotesi di rendita RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata), si applica, a titolo d’imposta, una ritenuta d’acconto del 15%, che, tuttavia, può diminuire in base all’anzianità di iscrizione al Fondo previdenziale. L’interessato, inoltre, può sempre optare per l’applicazione della tassazione ordinaria, al posto dell’aliquota agevolata al 15%.

Ma scopriamo, nello specifico, quali sono le regole fiscali per il riscatto della pensione integrativa.

Potrebbe interessarti anche: “Pensione integrativa: con 50 euro al mese conviene? Ecco cosa sapere“.

Pensione integrativa: quale tassazione si applica?

Le disciplina normativa è racchiusa nel comma 4.ter dell’articolo 11 del Dlgs 252/2005 e vale per tutte le operazioni relative al Fondo, tra cui il riscatto.

Ai fini della liquidazione della somma accumulata, si applica una tassazione agevolata del 15%, che subisce una riduzione di 0,30 punti per ogni anno superiore al 15° anno di iscrizione alla pensione integrativa, con una soglia massima di riduzione di 6 punti percentuali.

Se ci si è iscritti ad una tipologia di previdenza complementare prima del 1° gennaio 2007, allora tali anni sono considerati fino ad un massimo di 15. In sostanza, in base al numero di anni di iscrizione al Fondo pensione, la legge prevede una tassazione agevolata, che varia dal 9% al 15%.

Approfondisci anche: “In pensione con la rendita 5 o 10 anni prima, non è un miraggio e si può accedere subito“.

Pensione integrativa: in cosa consiste?

La pensione integrativa può essere una scelta molto valida, soprattutto se si ha difficoltà a maturare i contributi richiesti per l’accesso alle varie forme di pensione previste dall’ordinamento.

La disciplina normativa attuale prevede l’obbligatorietà di iscrizione presso una Cassa previdenziale, che può essere l’INPS oppure una specifica per le professioni autonome. La pensione integrativa, invece, è una scelta aggiuntiva a tali Casse.

Il primo presupposto per aderire ad una pensione integrativa è la rendita. Bisogna, infatti, avere una rendita da dedicare, completamente o in parte, a questo tipo di pensione. Dunque, bisogna valutare attentamente la disponibilità economica a propria disposizione.

Si può accedere ai Fondi pensione tramite banche, assicurazioni e società del risparmio. Inoltre, è importante sottolineare che il Fondo non si cumula al reddito nella Dichiarazione 730.

Quanti tipi di Fondi esistono?

Le tipologie di Fondi pensione sono le seguenti:

  • Fondi chiusi, riservati a determinati lavoratori (come avvocati, medici). Sono stipulati in seguito ad accordi tra le organizzazioni sindacali e aziendali;
  • Fondi aperti, istituiti da banche, imprese di assicurazioni, società di gestione del risparmio (SGR) e società di intermediazione mobiliare (SIM). Tali Fondi sono aperti a tutti coloro che sono interessati alla creazione di una pensione integrativa;
  • Piani pensionistici individuali (PIP), costituenti i contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale. Si tratta di pensioni integrative destinate a chi vuole creare una rendita integrativa e, dunque, nascono dalle compagnie assicurative.

Pensione Integrativa: in che modo funziona?

Nel decidere presso quale ente creare una pensione integrativa, un elemento da considerare sicuramente è quello fiscale. Bisogna sapere, dunque, che si possono dedurre i contributi della pensione integrativa dalla Dichiarazione dei Redditi. I Fondi pensione, infatti, non si sommano al reddito nella Dichiarazione 730 e, proprio per tale motivo, il Fondo presenta dei vantaggi sul piano fiscale.

Inoltre, la pensione integrativa gode di alcune agevolazioni anche sulla tassazione della rendita finale. L’imposta è al 15% ma, nel corso degli anni, può subire ulteriori riduzioni.

Ci sono, poi, dei vantaggi se il Fondo viene creato per figli minorenni.

Prima di aprire un Fondo pensione, però, è necessario valutare i vari prodotti a disposizione, perché non bisogna dimenticare che, spesso, ci sono dei costi di apertura e di gestione, che variano a seconda dei servizi offerti dagli enti. Dunque, sarebbe preferibile richiedere una consulenza con un professionista del settore.

I vantaggi del Fondo pensione

La pensione integrativa, se viene cumulata per vario tempo, si può richiedere insieme alla pensione ordinaria. Dunque, il pensionato, una volta maturati i requisiti per il congedo, avrà diritto ad una cifra mensile maggiorata dagli importi accumulati tramite il Fondo pensione.

Si tratta di un vantaggio non di poco conto, se consideriamo che gli importi degli assegni pensionistici degli ultimi anni sono diventati sempre più esigui. Grazie alla pensione integrativa, invece, è possibile percepire, ogni mese, un bel gruzzoletto.

Entra nel gruppo offerte di lavoro, bonus, invalidità, legge 104, pensioni e news

Ricevi ogni giorno gratis news su offerte di lavoro ed economia


  1. Telegram - Gruppo

  2. Facebook - Gruppo

Un altro aspetto da prendere in considerazione è che, ultimamente, a causa della mancanza di lavoro stabile, diventa sempre più complicato maturare i contributi richiesti per accedere ai vari strumenti pensionistici. Scegliere una pensione integrativa, sotto questo punto di vista, potrebbe essere un buon investimento per il futuro, perché consente di percepire una rendita superiore, che si somma a quella dell’INPS o delle altre Casse previdenziali.