C’è un collegamento tra Gruppo Sanguigno e rischio Ictus? Gli scienziati se lo sono chiesto ed ecco cosa hanno scoperto. Lo studio.
L’Ictus è un evento improvviso che può scatenarsi in chiunque, ma ovviamente esistono delle predisposizioni e fasce d’età più a rischio. Un interessante studio, però, ha svelato anche una relazione tra insorgenza e determinati gruppi sanguigni.
In particolare, è stata dimostrata un’incidenza maggiore in alcuni soggetti con un determinato tipo di sangue, e sono stati studiati i casi di Ictus “precoce”, ovvero quando si manifesta al di sotto dei 60 anni.
È noto che l’età avanzata è uno dei fattori considerati tra quelli che portano a rischio ictus cerebrale, ma ovviamente non è l’unico. I coaguli che si formano nel sangue e che impediscono allo stesso di arrivare al cervello sono causati da molteplici fattori, spesso concomitanti e correlati tra loro.
Oggi, tramite un nuovo studio, la Ricerca ha un tassello in più da considerare per comprendere meglio le dinamiche dell’Ictus. Ecco che cosa è stato scoperto.
L’Ictus è un evento che può portare a gravi conseguenze, invalidità permanente e persino alla morte. La condizione è sempre più frequente e soprattutto si sta abbassando l’età di rischio. Per combattere l’Ictus entrano in azione soprattutto le azioni preventive.
Noti sono infatti i fattori di rischio che, se controllati, danno più probabilità di rimanere in salute. Pensiamo ad un’alimentazione sbagliata, al fumo e alcol, alla poca attività fisica. Naturalmente esistono delle predisposizioni genetiche che vanno a “completare il quadro”.
Alcuni scienziati si sono chiesti, dunque, se anche il gruppo sanguigno poteva incidere sull’insorgenza di Ictus. E ciò che hanno scoperto è davvero interessante. Lo studio è stato pubblicato anche sulla rivista scientifica Neurology. Il team ha elaborato una serie di dati riguardanti 17 mila soggetti che avevano avuto un ictus. Poi li hanno comparati con quelli di 600 mila persone che non l’avevano avuto. Analizzando le varianti, hanno trovato “un legame” tra ictus precoce (prima dei 60 anni) e il gruppo sanguigno.
Sembra che chi ha il gruppo A o il gruppo 0 sia più a rischio. Addirittura di un 16% in più. Le conclusioni degli studiosi, infatti, sono le seguenti. “Abbiamo osservato associazioni significative a livello del genoma di EOS con due varianti in ABO, un noto locus dell’ictus. Queste varianti contrassegnano i sottogruppi sanguigni O1 e A1 e le dimensioni dell’effetto di entrambe le varianti erano significativamente maggiori in EOS rispetto a LOS“.
Naturalmente, questa è solo una prima fase che getta luce su altre potenziali scoperte. Gli studiosi cercheranno di capire ancora meglio i meccanismi che portano le persone ad essere maggiormente soggette a Ictus.
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