Lavoratori precoci: quando possono andare in pensione? Requisiti e domanda

I lavoratori precoci con determinati requisiti possono accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contributi.

Questo trattamento pensionistico spetta ai lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria, e alle sue forme sostitutive ed esclusive, che possano far valere 12 mesi di contribuzione effettiva prima del 19esimo anno di età. A patto però che sia presente una delle particolari condizioni richieste dalla normativa.

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La riduzione riguarda sia i lavoratori che le lavoratrici, che possono quindi ottenere un taglio dei contributi richiesti per la pensione anticipata ordinaria rispettivamente di un anno e 10 mesi e di 10 mesi.

Lavoratori precoci e pensione anticipata: il quesito

Un lettore ha inviato il seguente quesito: “Sono in Naspi da gennaio 2022 compio 58 anni a settembre 2022 (1964). Mi hanno detto che a febbraio 2023 raggiungo il requisito dei 42 anni e 10 mesi x la pensione anticipata. Avevo sentito che per chi è in Naspi si può uscire anche con i 41 anni (io ho iniziato a 15 anni a lavorare). È vero? Grazie.”

Requisiti richiesti per lavoratori precoci

Per accedere alla pensione per lavoratori precoci, oltre ad aver iniziato a lavorare prima dei 19 anni, è necessario trovarsi in una delle seguenti condizioni:

  • lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione per cessazione del rapporto di lavoro a causa di licenziamento, anche collettivo; dimissioni per giusta causa oppure risoluzione consensuale, che non percepiscono più la disoccupazione da almeno 3 mesi;
  • dipendenti e autonomi che, al momento della richiesta, assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con disabilità in situazione di gravità;
  • lavoratori dipendenti e autonomi con una riduzione della capacità lavorativa, confermata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, pari o superiore al 74%;
  • lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti o che svolgono un’attività definita ‘gravosa’ per almeno sette anni negli ultimi dieci oppure per almeno sei anni negli ultimi sette di attività lavorativa. Rientrano in questa categoria, ad esempio: operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o macchinari mobili nell’edilizia; conduttori di convogli ferroviari, camion e mezzi pesanti; conciatori di pelli e pellicce; personale infermieristico e ostetrico con turni; facchini, addetti allo spostamento merci; operatori ecologici; insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido; addetti all’assistenza personale di persone non autosufficienti; operai agricoli e della pesca.

Come funziona

Per poter avere accesso al beneficio della riduzione del requisito contributivo è necessario presentare domanda entro il 1°marzo di ciascun anno. In caso di esito positivo, sarà quindi possibile inoltrare la richiesta per la pensione anticipata. Le domande successive a questa data, ma pervenute non oltre il 30 novembre all’INPS, verranno valutate in base alle coperture finanziarie rimaste. I 41 anni di contributi possono essere raggiunti, su richiesta dell’interessato, anche cumulando i periodi assicurativi (ai sensi della legge 24 dicembre 2012, n. 228.)

Se si ottiene il trattamento pensionistico per lavoratori precoci non è più possibile svolgere lavoro subordinato oppure autonomo fino al raggiungimento dei requisiti ordinari di pensione anticipata, né ottenere ulteriori maggiorazioni.

Pensione per lavoratore precoce

Al quesito posto dal lettore è quindi possibile rispondere in maniera affermativa: può andare in pensione con 41 anni di contributi. A condizione però, come richiesto dalla normativa, che la Naspi sia terminata da almeno tre mesi.

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