Buoni fruttiferi postali: quali scegliere e perché convengono, soprattutto oggi

Insieme ai libretti postali i Buoni fruttiferi postali sono gli strumenti finanziari più amati dagli italiani perché convengono di più. Ecco il perché.

Nella provincia di Padova, ad esempio, facendo una media, si calcola che ogni cittadino possiede almeno un buono postale oppure un libretto.

buoni postali
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Nella provincia di Ravenna un cittadino su tre possiede un buono postale. Anche i cittadini di Avellino hanno sottoscritto numerosi strumenti di risparmio soprattutto buoni fruttiferi postali.

Buoni fruttiferi postali: quali scegliere e perché convengono, soprattutto oggi

Ma perché convengono così tanto? E perché in molti li scelgono? Rispondere a queste domande è relativamente semplice. Molti investitori scelgono i buoni postali perché sono sicuri, affidabili, semplici nella gestione.

Infatti, al contrario dei BTP, che seguono in ogni asta l’andamento dei tassi di rendimento in base al mercato secondario, i Buoni postali si adeguano solo con un decreto ministeriale, ma ciò avviene non molto frequentemente. Quindi, è vero che rendono di meno del BTP, ma sottoscrivendoli non si rischia di perdere il capitale. Mai. Soprattutto se si decide di rimborsarli in anticipo.

Insomma, ci sono oltre 46 milioni di Buoni fruttiferi postali già sottoscritti su tutto il territorio nazionale. Inoltre, essendo senza costi di gestione, né commissioni di collocamento o di rimborso, i Buoni postali hanno una tassazione agevolata. Ma attualmente nel 160° anno dalla nascita, Poste Italiane offre tassi di interesse ancora più vantaggiosi.

Inoltre, il 6 luglio il ministero dell’Economia e delle Finanze ha elevato i tassi di interesse portando il rendimento al 2%.

Come sottoscrivere i Buoni postali

Si possono sottoscrivere Buoni postali a partire da 50 euro e multipli fino a un importo massimo giornaliero di 1.000.000 euro. I Buoni possono essere di due tipi: cartacei o dematerializzati. I primi si possono sottoscrivere e poi rimborsabile presso un qualsiasi ufficio postale. I secondi, non solo si possono sottoscrivere presso gli uffici postali, ma anche attraverso il sito www.poste.it oppure l’App BancoPosta.

Quale tipologia scegliere

A luglio il tasso di interesse del Buono postale ordinario è passato dallo 0,5% al 2%. La durante di questo è di 20 anni. Ma Cassa depositi e prestiti ha alzato anche i tassi di interesse degli altri buoni. La motivazione era contrastare l’aumento dell’inflazione.

Ripristinato anche il collocamento del Buono 3 anni Plus con rendimento fisso riconosciuto solo alla scadenza. Nel mentre sono state emessi anche altri buoni:

  • 4×4: con un rendimento fisso crescente e interessi che maturano ogni quattro anni che saranno corrisposti al momento del buono. Oppure, dopo i primi quattro anni. La scadenza è 16 anni:
  • 3×4: il rendimento è fisso e crescente con interessi maturati ogni tre anni ma riconosciuti dal terzo, sesto, nono e dodicesimo anno dalla data di sottoscrizione del buono. 12 anni è la durata massima:
  • 3×2: prevedono un rendimento fisso e crescente con interessi maturati durante il triennio ma riconosciuti dal terzo e dal sesto anno. Durano sei anni.

Infine, c’è il Buono riservato ai minori è passato dal 2,5 % di luglio al 3,5% lordo. Qualora, si richiedesse un rimborso anticipato un anno prima della scadenza l’interesse netto scenderebbe allo 0,44%. Ricordiamo però che il buono scade al compimento dei 18 anni e dunque la scadenza varia in base all’età che aveva il minore quando gli hanno intestato il buono.

Libretto postale

A luglio invece, non si sono registrate modifiche dei tassi di interesse dei Libretti postali ordinari e Smart. Infatti, il loro rendimento continua a essere dello 0,001%, quindi molto irrisorio. In realtà, sui libretti vi è una novità. Inoltre, i titolari che decidono di gestire i loro risparmi attraverso il sito poste.it e l’App BancoPosta possono ottenere un ulteriore risparmio accantonando (una parte o tutto) le somme versate nel libretto.

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In questo caso, l’importo minimo deve essere di 1.000 euro, con un incremento di 50 euro o multipli. Il tasso di interesse annuo lordo è di 1% purché la durata sia di 360 giorni (ossia alla scadenza). Le somme libere sul Libretto Smart avranno un tasso base pari allo 0,001% annuo lordo.