Indennità di accompagnamento non spetta per chi ha superato i 65 anni? Chiarimenti necessari

I disabili che non riescono a compiere atti di vita quotidiana, hanno diritto all’indennità di accompagnamento. 

Un Lettore chiede se tale indennità è collegata all’età e al reddito personale annuo.

Indennità di accompagnamento
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Il quesito posto: “Salve, volevo chiedere l’indennità di accompagnamento per mia madre che da poco ha compiuto 73 anni. È in possesso della legge 104 con grave disabilità. Mi hanno detto che a mia madre non spetta l’accompagno perché ha superato i 65 anni e  percepisce la pensione di reversibilità di circa 1.000 euro. Questa notizia è vera? Mi madre non può ottenere l’indennità?”

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Indennità di accompagnamento senza limite di reddito e di età

Le hanno riferito un’informazione errata. Il diritto all’indennità di accompagnamento non è condizionato all’età del richiedente e neanche alla situazione economica personale. Il diritto a percepire l’indennità scatta con il riconoscimento dell’invalidità totale (100%) e permanente. In effetti, il disabile non deve essere in grado di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore, o non deve riuscire a compire azioni quotidiane della vita (ad esempio, mangiare, bere, vestirsi, eccetera).

L’INPS chiarisce che l’indennità spetta ai cittadini in possesso dei requisiti sanitari e che risiedono in forma stabile in Italia, a prescindere dal reddito personale annuo e dall’età. È possibile consultare qui la scheda INPS con tutte le informazioni per inoltrare la domanda: accompagnamento agli invalidi civili

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