Pensioni minime: si pensa ad un incredibile aumento. Ma a quale prezzo?

Il centrodestra ha inserito nel proprio programma elettorale l’aumento delle pensioni minime. Ma quali conseguenze potrebbe avere tale incremento?

Dopo Silvio Berlusconi, anche Giorgia Meloni ha parlato di un possibile aumento delle pensioni minime. Tuttavia, questa misura potrebbe compromettere la fruizione di alcuni Bonus.

pensioni minime
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L’incremento delle pensioni minime è uno dei punti del programma del centrodestra, per provare a portare a casa la vittoria alle prossime elezioni del 25 settembre. La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, infatti, ha dichiarato a Radio 24 che l’idea di Silvio Berlusconi sugli assegni minimi sarà sicuramente presa in considerazione. Tuttavia, non si è pronunciata su probabili cifre relative all’aumento.

L’erogazione ai contribuenti di assegni pensionistici più ricchi è, indubbiamente, un progetto molto ambizioso, che fa emergere numerose perplessità, soprattutto riguardo alle risorse necessarie per la sua attuazione. Al riguardo, però, la Presidente di Fratelli d’Italia sembra avere le idee molto chiare. “Credo che le pensioni minime e sociali e di invalidità siano inadeguate e che le risorse per renderle adeguate, ad esempio all’aumento dell’inflazione, si possano trovare”, ha affermato.

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Pensioni minime: è davvero possibile aumentarle?

Ai microfoni di Radio 24, Giorgia Meloni ha specificato che le risorse che servono per l’incremento delle pensioni minime si possono reperire in vario modo. “Attualmente, si spendono 110 miliardi l’anno in Bonus inutili e fino a 780 euro di Reddito di Cittadinanza per perfettamente abili, a fronte di pensioni da soli 270 euro”.

Dunque, nell’ipotesi di vittoria della coalizione di centrodestra alle prossime elezioni politiche, di quanto potrebbero essere incrementate le pensioni ed in che modo?

Il primo a far chiarezza su questo punto del programma è stato il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Egli, infatti, ha dichiarato di voler accrescere gli assegni fino al raggiungimento dell’importo di 1.000 euro. La Meloni, però, è più cauta nella stima della cifra e ha deciso, per il momento, di non quantificarla, fino a quando non si avranno maggiori certezze.

È opportuno, infatti, capire prima se la misura sia attuabile e, solo successivamente, stabilire lo specifico ammontare.

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I Bonus sono in pericolo?

Lo scopo delle Riforme pensate dal centrodestra è quello di creare un sistema previdenziale e di assistenza quanto più “giusto ed equilibrato” possibile. Secondo Giorgia Meloni, le risorse per mettere in campo tali innovazioni ci sono.

Innanzitutto, spera di poter fare affidamento sui 180 miliardi dell’Unione Europea per la pandemia e, poi, sui 25 miliardi del Pnrr, ai quali deve essere trovata un’adeguata collocazione quanto prima. In realtà, tali risorse dovrebbero servire ad attuare ben altri progetti, secondo quanto stabilito dalla stessa UE.

In ogni caso, la Meloni è intenzionata a portare avanti le proprie idee. I soldi potrebbero arrivare, da un lato, dal Reddito di Cittadinanza, che la leader di Fratelli d’Italia vuole, a tutti i costi, modificare. Dall’altro, si pensa all’eliminazione di alcuni dei numerosi Bonus introdotti negli ultimi due anni, come, ad esempio, il Superbonus 110%. Nell’ipotesi di una vittoria del centrodestra, dunque, molti sconti ed agevolazioni potrebbero scomparire.

A quanto ammonta l’incremento delle pensioni minime?

Attualmente, l’importo delle pensioni minime è fisso a 524,35 euro al mese. Un loro aumento a 1.000 euro (secondo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi) significherebbe, in pratica, raddoppiarle. Inoltre, la riforma riguarderebbe circa 5 milioni di persone.

Volendo fare una stima dei fondi economici necessari, solo per gli assegni di vecchiaia, servirebbero più di 10 miliardi di euro. Se, inoltre, si conteggiano anche l’Assegno sociale o le pensioni di invalidità, l’importo salirebbe a 18 miliardi.

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Moltissimi soldi, insomma. E, almeno per il momento, è difficile pensare di poterli reperire. È per tale ragione che la Meloni è molto più vaga di Berlusconi e non parla di cifre specifiche.