Taglio del cuneo fiscale, gli effetti in busta paga: molto rumore per nulla

Con l’approvazione del DL Aiuti Bis è stato stabilito il taglio del cuneo fiscale per aumentare le buste paga dei lavoratori. Scopriamo gli effetti sugli importi.

Calcolando le somme aggiuntive in busta paga grazie al taglio dei contributi una sola frase viene in mente, molto rumore per nulla.

taglio cuneo fiscale
Adobe Stock

Se l’intento sarebbe dovuto essere quello di adeguare gli stipendi dei lavoratori al costo della vita, ebbene non è stato raggiunto. Il tanto decantato taglio del cuneo fiscale non risolve neanche un po’ il problema del costo della vita. Lo sgravio dei contributi non regge lontanamente il confronto con il Bonus 200 euro. Le somme aggiuntive sulle retribuzioni sono irrisorie e, forse, anche offensive per i cittadini. Sette euro per i redditi più bassi e 18 euro per gli stipendi più alti (il tetto massimo per essere beneficiari dell’intervento è 35 mila euro all’anno). Cosa dovrebbero poter ammortizzare i cittadini con queste cifre? Davanti ad un’inflazione arrivata all’8,9% si attendevano interventi più sostanziosi e realmente efficaci per permettere alle famiglie di affrontare tutte le spese. E invece, in sei mesi il guadagno totale per i lavoratori con reddito di 10 mila euro all’anno sarà di 50 euro e per chi ha un reddito di 35 mila euro sarà di 127 euro.

Taglio del cuneo fiscale, i dettagli dell’intervento

Dall’inizio dell’anno il Governo ha attivato lo sgravio contributivo dello 0,8% per i lavoratori con reddito inferiore ai 35 mila euro. Significa versare meno contributi, e dunque, avere uno stipendio più alto. Con il Decreto Aiuti Bis, la percentuale è stata alzata dell’1,2% arrivando, così, ad un totale del 2%.

Il periodo di riferimento per questo secondo taglio del cuneo fiscale va dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2022. Lo sconto comprende anche la tredicesima e i ratei erogati nei mesi di paga di riferimento e riguarda i rapporti di lavoro dipendente escludendo i lavori domestici. Possono ottenerlo unicamente i lavoratori con stipendio mensile lordo inferiore a 2.692 euro per un totale di 35 mila euro all’anno (inclusa la tredicesima del mese di dicembre).

Gli aumenti nel dettaglio reddito per reddito

Il taglio del cuneo fiscale comporterà aumenti in busta paga di

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  • 7,11 euro al mese per redditi fino a 10 mila euro,
  • 8,88 euro al mese per redditi fino a 12.500 euro,
  • 10,66 euro al mese per redditi fino a 15 mila euro,
  • 10,64 euro al mese per redditi fino a 17.500 euro,
  • 12,16 euro al mese per redditi fino a 20 mila euro,
  • 13,68 euro al mese per redditi fino a 22.500 euro,
  • 15,20 euro al mese per redditi fino a 25 mila euro,
  • 16,71 euro al mese per redditi fino a 27.500 euro,
  • 18,23 euro al mese per redditi fino a 30 mila euro,
  • 16,90 euro al mese per redditi fino a 32.500 euro,
  • 18,20 euro al mese per redditi fino a 35 mila euro.

Non solo gli importi sono bassi e insufficienti- al pari degli aumenti delle pensioni – ma non sono adeguatamente ripartiti dato che avranno “guadagni” maggiori coloro che già percepiscono stipendi più alti.