Lo sblocco della cessione del credito, l’addio agli scontrini per le spese mediche e le novità sui controlli del Fisco sono i temi caldi degli emendamenti in esame alla Camera.
Un pacchetto di emendamenti aggiuntivi al Decreto Semplificazioni attende il voto dell’Aula. Scopriamo le possibili novità per i contribuenti.
Servono interventi urgenti che risolvano una parte dei problemi dell’Italia e degli italiani. Venire fuori da una pandemia, una guerra e, ora, dalla caduta del Governo non semplifica la ripresa della nostra nazione. Non aiuta, poi, il fatto che al momento della risalita qualcuno intervenga per affossare il lavoro svolto costringendo alla ripresa da zero. I cittadini attendono, ora, il voto del pacchetto di emendamenti – una ventina circa – del Decreto Semplificazioni fiscali per modificare il provvedimento e risolvere alcune questioni. I temi caldi sono il Superbonus con la cessione del credito, l’obbligo di conservazione degli scontrini fiscali per le detrazioni e i controlli del Fisco.
Tra i punti chiave degli emendamenti la questione Superbonus, bonus edilizi e cessione del credito. Il Governo ha concesso una proposta correttiva per far ripartire la cessione dei crediti e, dunque, permettere agli italiani di approfittare della detrazione del 110% per ristrutturare un immobile nell’ottica dell’efficientamento energetico. L’obiettivo è sbloccare tutti i crediti fermi dal 2021 a causa di una precedente disposizione del Decreto Aiuti. Il DL ha limitato l’apertura delle cessioni a quelle comunicate al Fisco dopo il 1° maggio 2022. Tale soglia verrà cancellata in modo tale da consentire il recupero dei vecchi crediti.
Tra gli emendamenti al vaglio della Camera la caduta dell’obbligo di conservare gli scontrini delle spese mediche da portare in detrazione con il modello 730. Tale possibilità sarà riservata esclusivamente a chi presenta la dichiarazione dei redditi avvalendosi dell’aiuto del Caf e del Patronati. Sarà compito di questi enti verificare la corrispondenza delle spese da detrarre mentre il Fisco sarà chiamato a verificare i documenti non presenti nel modello precompilato.
Un altro importante punto indicati negli emendamenti riguarda i controlli del Fisco. Ad oggi, l’Agenzia delle Entrate ha l’obbligo di comunicare al contribuente l’inizio degli accertamenti sui suoi movimenti di denaro o debiti ma non la fine delle verifiche. Ebbene, la modifica al provvedimento richiede che la comunicazione riguardi sia l’avvio dei controlli che il termine dell’attività fiscale. Nello specifico, il Fisco avrà 60 giorni di tempo dalla conclusione delle verifiche per informare il contribuente della fine degli accertamenti. La comunicazione potrà arrivare via PEC oppure tramite APP IO.
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