La carne confezionata e acquistata al supermercato contiene un liquido rosso che molti credono sangue. In realtà non lo è!
Per legge la carne messa in commercio deve prevedere il dissanguamento dell’animale prima della vendita.
Per questo motivo, anche se nella vaschetta della carne confezionata si vede un liquido rosso si può dire con certezza che non è sangue. Ma allora cosa è?
Nelle vaschette della carne confezionata è presente un liquido di colore rosso. In molti lo associano al sangue. Ma per legge questo non è possibile, altrimenti i banchi della macelleria sarebbe molto sporchi.
Quindi, in realtà, il liquido presente nelle vaschette non è sangue, ma un una miscela di acqua e proteine. Nello specifico, si tratta di mioglobina. A dirlo è l’AMSA, l’American Meat Science Association.
La mioglobina è una proteina che si trova nelle fibre muscolare degli animali e, ovviamente anche degli uomini. Il colore è causato dalla presenza del ferro ed è più o meno rosso in base alla percentuale con cui si lega all’ossigeno.
Il liquido fuoriesce quando la carne è sottoposta a lunghi trasporti. Inoltre, il processo di congelamento e scongelamento forma nella carne dei cristalli che, rompendo le cellule muscolari, provocano il rilascio della mioglobina.
Il processo viene definito anche “weep” (pianto) oppure “purge” (purga) ed è il motivo per cui nelle confezioni si trova un piccolo panno.
Un’altra piccola curiosità. La mioglobina si forma anche durante la cottura della carne. Infatti, essa composta di acqua durante la cottura le proteine non riesco a trattenerla. Di conseguenza una parte evapora, mentre una parte si trasforma in un liquido rosso. Che ricordiamo non è sangue!
In uno studio del 2016 l’American Meat Science Association consiglia alcune pratiche di igiene quando si manipola la carne. Ciò per non incorrere in spiacevoli effetti legati al consumo della carne cruda. Sono consigli semplici e che già dovremmo conoscere. Eccone alcuni:
(le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici pubblicati su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi)
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