Cosa sono i Fondi pensione, come funzionano e quanto costano. Una pratica guida per conoscere lo strumento che tutela il futuro.
L’assegno pensionistico preoccupa? I Fondi pensione sono lo strumento da valutare per aumentarne l’importo.
I Fondi pensione rappresentano una tutela al futuro con la garanzia di un importo aggiuntivo rispetto alla pensione. Gli assegni pensionistici degli italiani rappresentano una rendita molto scarsa per la maggior parte dei lavoratori. Se già adesso la differenza tra stipendio e pensione appare rilevante lo sarà ancora di più per i giovani di oggi se il sistema di calcolo contributivo verrà confermato. La tanto attesa Riforma delle Pensioni che avrebbe dovuto arginare il problema è, ora, in dubbio in seguito alla crisi di Governo. Si riusciranno a risolvere le fragilità del sistema italiano con riferimento all’uscita dal mondo del lavoro? In attesa di una svolta occorre tutelare il proprio futuro adottando strumenti paralleli come i Fondo pensione.
Il lavoratore può decidere di alimentare un Fondo pensione in modo tale da mettere da parte un gruzzoletto che andrà ad aumentare l’assegno pensionistico. Lo strumento è particolarmente apprezzato in tante altre nazioni (in Svizzera si chiama secondo pilastro) e in Italia sta prendendo piede. Ad oggi quasi 9 milioni di lavoratori hanno aderito ad un Fondo pensione e la crisi attuale fa presupporre che il numero aumenterà.
Il mercato propone sia i Fondi negoziali con un doppio versamento – uno a carico del lavoratore l’altro dell’impresa per cui lavora – sia i Piani individuali pensionistici che i Fondi aperti gestiti da più enti privati come banche e assicurazioni. Una volta scelto il fondo preferito basterà compilare un modulo di adesione – in formato cartaceo o per via telematica – e si potrà iniziare ad effettuare i versamenti.
I lavoratori devono sapere che aderire ad un Fondo pensione comporta delle agevolazioni fiscali. Nello specifico, è possibile dedurre dal reddito annuo al massimo 5.164,57 euro aderendo ad una formula di risparmio previdenziale. La cifra include anche la parte eventualmente versata dal datore di lavoro.
Alcuni fondi, poi, garantiscono dei guadagni. Le somme versate vengono infatti investite e gli utili distribuiti agli aderenti. La tassazione applicata è del 20%, inferiore a quella solitamente prevista dell’erario. I fondi stessi, poi, prevedono la tassazione al 15% e, di conseguenza, le quote rientranti verranno tassate diversamente sul cedolino. In più, la percentuale diminuisce dello 0,3% per ogni anno successivo al 15esimo. Da sapere, però, che la decurtazione massima è il 6%. Chi ha 35 anni di adesione al fondo non potrà comunque scendere al di sotto di tale soglia.
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