Come richiedere la legge 104? La guida completa da seguire passo passo per non sbagliare

Il quesito che ha posto il nostro Lettore ci dà la possibilità di rispondere ad una delle domande più frequenti: come richiedere la legge 104.

Un Lettore infatti prospetta il seguente caso: “Mio figlio affetto da spina bifida ha un certificato di invalidità per l’85% permanente però non possiede la 104. Cosa devo fare per ottenerla?”

La Legge 104/1992 “Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” rappresenta il riferimento normativo per individuare i soggetti che possono beneficiare di agevolazioni per il fatto di trovarsi in una condizione di disabilità o perché prestano assistenza a familiari che si trovano in tale condizione. Le agevolazioni sul lavoro consistono principalmente in permessi retribuiti, nel congedo straordinario e in altri benefici legati alla sede di lavoro e al lavoro notturno. Tuttavia per usufruire di tali agevolazioni bisogna farne apposita richiesta, rispettando un rigoroso iter procedurale. Vediamo ogni singolo step.

Legge 104: a chi spetta

Le agevolazioni derivanti dalla Legge 104 spettano ai portatori di handicap, ossia coloro i quali presentano una minorazione di tipo fisico, oppure psichico che comporta una difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione. A questi si aggiungono i lavoratori che devono assistere un parente beneficiario della Legge 104.

Quindi per le agevolazioni derivanti dalla Legge 104 deve essere accertato innanzitutto lo stato di handicap.

Tra invalidità e handicap occorre fare una distinzione; infatti, per determinare la percentuale di invalidità si tiene conto della riduzione della capacità lavorativa, mentre per il riconoscimento dello stato di handicap viene considerata la situazione di svantaggio sociale o di emarginazione.

Come richiedere la Legge 104

Per ottenere i benefici e agevolazioni della 104/1992 occorre innanzitutto intraprendere un iter amministrativo volto al riconoscimento dell’handicap.

Il primo step consiste nel recarsi dal medico curante con la documentazione medica, ossia relazioni mediche o cartelle cliniche, attestanti la patologia.

A questo punto il medico trasmette all’Inps la certificazione medica necessaria, corroborata da una breve descrizione della diagnosi e dello stato di salute del paziente, che andrà esibita nel momento della visita e che ha una durata di 90 giorni. Entro tale lasso temporale quindi l’interessato dovrà procedere con la compilazione e l’invio all’INPS, autonomamente o tramite patronato, della domanda di riconoscimento dell’handicap.

Il passaggio successivo è l’accertamento presso la commissione medica dell’ASL che deve esprimersi sulla domanda di riconoscimento dell’handicap, con verbale approvato all’unanimità – che dovrà dunque considerarsi definitivo – oppure senza unanimità, nel qual caso vi potrà essere una nuova visita entro 20 giorni se il Responsabile del Centro Medico Legale dell’Inps non convalida il verbale.

Nel caso dell’accertamento dell’handicap, il paziente verrà qualificato in uno dei seguenti modi:

  • Persona non handicappata;
  • Persona con handicap;
  • con handicap con connotazione di gravità;
  • con handicap superiore ai 2/3.

La risposta al Lettore

Per rispondere dunque al quesito prospettato dal Lettore, se è già stato accertato che suo figlio ha un’invalidità per l’85% permanente, per ottenere i benefici derivanti dalla Legge n. 104/1992 per se stessi o per l’assistenza del proprio familiare disabile grave deve fare specifica richiesta al datore di lavoro e anche all’Inps, in quanto sarà quest’ultima a pagare i permessi e le altre agevolazioni al posto del datore di lavoro.

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