Ci sono degli errori che possono fare perdere la pensione creando enormi danni alle persone. Nell’era digitale è assurdo che accadano!
Dopo tanto lavoro la pensione è il sogno di molte persone. Spesso però non è sufficiente a garantire un buon tenore di vita. Se poi il sistema rema contro le difficoltà diventano più grandi.
La vicenda che è capitata a un pensionato è veramente incredibile. Infatti, si è visto cancellare la pensione e svuotare il conto perché secondo la burocrazia digitale era deceduto, mentre in realtà ancora vivo. Ecco i dettagli.
Non ci sono dubbi che la tecnologia abbia cambiato profondamente la vita delle persone. I contatti sono più vicini nonostante la lontananza. Un esempio è stato il boom di account aperti durante il lockdown a causa la pandemia da Covid-19. Ma anche la semplificazione di richiesta documenti oppure la possibilità di versare i contributi volontari e accelerare la pensione, ad esempio utilizzando l’app IO.
Ed è assurdo che capiti nel 2022. Sì, è vero che è possibile che nell’era digitale la pensione continui a essere versata anche dopo morti. Magari per un ritardo nell’aggiornamento dei dati. Ma che venga tolta per un errore di digitazione sulla data la questione cambia.
La vicenda che stiamo per raccontare ha come argomento proprio la pensione. Un impiegato dell’Ufficio anagrafe di un comune in provincia di Varese ha digitato in maniera sbagliata una data di un pensionato di 81 anni. Immediatamente all’INPS è arrivata la comunicazione del decesso del pensionato, ma in realtà ancora vivo. Quando l’ufficio anagrafe ha notificato l’errore la catena degli eventi era già in corso.
Infatti, l’INPS ha eliminato la pensione e recuperato anche tutti i soldi che il pensionato aveva sul conto. Un danno enorme anche perché nessun ente in tempi brevi sarà in grado di sistemare la situazione. Tutto questo a causa del mancato controllo da parte di un referente “umano” sul controllo del flusso delle informazioni.
Nel frattempo, né il Comune e né l’INPS ammettono le proprie responsabilità. In questo modo, però, i tempi tecnici per porre rimedio all’errore si allungano e il pensionato rimane senza soldi.
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