Pensione a 60 anni: rimarrà in vigore e la straordinaria possibilità spetta solo a questi soggetti

Si può davvero andare ancora in pensione a 60 anni? Sì, ma si rischia una riduzione sull’assegno. Perché?

Dalle prime anticipazioni sulla Riforma pensionistica voluta dal Presidente dell’INPS Tridico, si rischierebbe una diminuzione della pensione di oltre il 30%.

pensione 60 anni
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Si sta a lungo dibattendo sulla prossima Riforma delle pensioni. I temi più importanti riguardano l’introduzione di una maggiore flessibilità, forme di garanzia per i giovani, misure di tutela rivolte alle donne lavoratrici. La realtà dei fatti, però, è ben diversa e le preoccupazioni del Governo sembrano dirette più alla necessità di contenere i conti pubblici che a tutelare gli interessi dei lavoratori.

Analizziamo attentamente i punti salienti della Riforma.

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Pensione a 60 anni: è ancora possibile?

Attualmente, è possibile accedere alla pensione al raggiungimento di due requisiti, uno anagrafico ed uno previdenziale. Vi sono, però, anche degli strumenti pensionistici che consentono di ottenere la pensione anticipatamente. Ad esempio, tramite Quota 102, è possibile il pensionamento con 64 anni d’età e 38 di contributi.

Ma si può smettere di lavorare anche maturando il solo requisito contributivo. Oltre alla pensione di vecchiaia, infatti, la legge ammette anche la cd. pensione anticipata. In tal modo, si riceveranno degli sconti sul calcolo dell’età anagrafica e contributiva.

Per la pensione anticipata, in particolare, bisogna accumulare 42 anni e 10 mesi di contributi, per gli uomini, e 41 anni e 10 mesi per le donne. Senza, dunque, alcuna soglia d’età.

Pensione con pochi anni di contributi: la pensione precoci e la pensione anticipata contributiva

I lavoratori che hanno iniziato la propria carriera molto presto possono ottenere dei notevoli benefici riguardo alla pensione. È necessario, però, che i versamenti previdenziali risultino presso la Gestione INPS. Significa che deve comparire almeno un anno di contributi corrisposti prima del compimento dei 19 anni di età. Senza tale requisito, infatti, non è possibile accedere alla cd. pensione precoci. Bisogna, poi, appartenere ad una delle categorie stabilite dalla legge.

Non tutti i lavoratori hanno maturato un’anzianità contributiva prima del 1° gennaio 1996. In tal caso, possono usufruire della pensione anticipata contributiva ed ottenere l’assegno pensionistico con soli 64 anni (anziché 67) e 20 anni di contribuzione.

La pensione contributiva, però, richiede un presupposto ulteriore. L’importo dell’assegno pensionistico del lavoratore, infatti, deve essere pari a 2 volte l’importo del trattamento minimo vitale.

Quale pensione per coloro che hanno un’età compresa tra i 60 ed i 64 anni?

Molto probabilmente, già dal prossimo anno, sarà difficile andare in pensione a 60 anni. Per il momento l’opportunità del congedo a circa 58- 59 anni continua ad essere concreta solo per le lavoratrici che scelgono Opzione Donna; è necessario, tuttavia, il raggiungimento dei 35 anni di età entro il 31 dicembre 2021. Tale strumento, però, comporta una penalizzazione di circa il 30% sull’importo spettante.

Per il prossimo anno, invece, continuerà ad essere in vigore Quota 102 (che ha sostituito Quota 100 e ne ha assorbito le caratteristiche). Anche questa misura consente l’uscita anticipata dal mondo del lavoro, al raggiungimento dei 64 anni di età e di 38 di versamenti previdenziali.

Ci sono, infine, degli strumenti a disposizione degli invalidi all’80%, di cui si può beneficiare con 61 anni di età e 20 di contributi.

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