Anche nell’ipotesi del licenziamento senza giusta causa il lavoratore può richiedere il TFR? La questione è più complicata di quanto sembri.
Il licenziamento senza giusta causa interviene quando il lavoratore dipendente è destinatario di un provvedimento di licenziamento che si basa su un fatto insussistente o, comunque, su una condotta non lesiva di alcun obbligo comportamentale.
Il lavoratore riceve un licenziamento illegittimo anche quando non ha la possibilità di far valere le proprie giustificazioni o quando la sanzione è decisa senza rispettare le specifiche procedure previste dalla legge. In queste ipotesi, il soggetto può fare causa al datore di lavoro ed ottenere dal Giudice, in base alle irregolarità commesse dall’azienda, una specifica forma di tutela.
Il primo passo da compiere è sempre l’impugnazione del licenziamento da parte del lavoratore contro l’azienda. In che modo? Analizziamo attentamente la disciplina normativa.
Consulta anche: “Pagamento TFR e licenziamento: le nuove disposizioni INPS“.
Il licenziamento disciplinare è la sanzione più severa che il datore può adottare nei confronti del lavoratore; in base alla condotta del dipendente, si parla di giusta causa o di giustificato motivo soggettivo.
Poiché, dunque, il licenziamento è una sanzione a tutti gli effetti, deve essere preceduto dall’avvio di un procedimento disciplinare nei confronti del lavoratore. Innanzitutto, dunque, il dipendente deve ricevere la contestazione dell’addebito disciplinare, nel quale viene specificata l’azione punibile compiuta. Deve, inoltre, essere concesso un termine per presentare le giustificazioni.
Ricevute le giustificazioni, l’azienda predispone la sanzione che ritiene più idonea; la più seria è, appunto, il licenziamento. Se il lavoratore considera ingiusto tale provvedimento, può impugnarlo nei modi e nei tempi stabiliti dalla legge.
Nello specifico, entro 60 giorni dalla lettera di licenziamento (a pena di decadenza) deve segnalare, a mezzo raccomandata, se intende contestare il provvedimento ricevuto. Entro 180 giorni dall’opposizione, è tenuto al deposito del ricorso in Tribunale. Il Giudice, infine, dopo l’ascolto di entrambe le parti, dovrà decidere in merito all’accoglimento o al rigetto della domanda.
Se il Giudice considera il licenziamento come illegittimo o senza giusta causa, il lavoratore a cosa ha diritto? Il Jobs Act ha modificato parte della disciplina della Legge Fornero al riguardo, ma ha conservato le tre diverse tutele per il dipendente, in base al tipo di illegittimità. Nello specifico:
In caso di licenziamento illegittimo, al lavoratore spetta il TFR anche se impugna il licenziamento. Diversa è l’ipotesi in cui il datore (per volontà o per legge) reintegra il dipendente. Poiché non c’è più la cessazione del rapporto lavorativo, il lavoratore è tenuto a restituire la cifra che aveva eventualmente riscosso.
È bene sottolineare che il lavoratore colpito da licenziamento illegittimo o senza giusta causa ha diritto a far valere le proprie ragioni e ad ottenere la tutela giurisdizionale accordata dalla legge. Per tale motivo, nel caso in cui si risulti destinatari di un simile provvedimento, è opportuno chiedere l’assistenza di un legale.
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