Licenziamento+senza+giusta+causa%3A+spetta+il+TFR%3F+La+risposta+non+%C3%A8+scontata
informazioneoggi
/2022/07/07/licenziamento-senza-giusta-causa-spetta-il-tfr/amp/
Economia

Licenziamento senza giusta causa: spetta il TFR? La risposta non è scontata

Published by

Anche nell’ipotesi del licenziamento senza giusta causa il lavoratore può richiedere il TFR? La questione è più complicata di quanto sembri.

Il licenziamento senza giusta causa interviene quando il lavoratore dipendente è destinatario di un provvedimento di licenziamento che si basa su un fatto insussistente o, comunque, su una condotta non lesiva di alcun obbligo comportamentale.

Foto Canva

Il lavoratore riceve un licenziamento illegittimo anche quando non ha la possibilità di far valere le proprie giustificazioni o quando la sanzione è decisa senza rispettare le specifiche procedure previste dalla legge. In queste ipotesi, il soggetto può fare causa al datore di lavoro ed ottenere dal Giudice, in base alle irregolarità commesse dall’azienda, una specifica forma di tutela.

Il primo passo da compiere è sempre l’impugnazione del licenziamento da parte del lavoratore contro l’azienda. In che modo? Analizziamo attentamente la disciplina normativa.

Consulta anche: “Pagamento TFR e licenziamento: le nuove disposizioni INPS“.

Licenziamento senza giusta causa: quando si verifica?

Il licenziamento disciplinare è la sanzione più severa che il datore può adottare nei confronti del lavoratore; in base alla condotta del dipendente, si parla di giusta causa o di giustificato motivo soggettivo.

Poiché, dunque, il licenziamento è una sanzione a tutti gli effetti, deve essere preceduto dall’avvio di un procedimento disciplinare nei confronti del lavoratore. Innanzitutto, dunque, il dipendente deve ricevere la contestazione dell’addebito disciplinare, nel quale viene specificata l’azione punibile compiuta. Deve, inoltre, essere concesso un termine per presentare le giustificazioni.

Ricevute le giustificazioni, l’azienda predispone la sanzione che ritiene più idonea; la più seria è, appunto, il licenziamento. Se il lavoratore considera ingiusto tale provvedimento, può impugnarlo nei modi e nei tempi stabiliti dalla legge.

Nello specifico, entro 60 giorni dalla lettera di licenziamento (a pena di decadenza) deve segnalare, a mezzo raccomandata, se intende contestare il provvedimento ricevuto. Entro 180 giorni dall’opposizione, è tenuto al deposito del ricorso in Tribunale. Il Giudice, infine, dopo l’ascolto di entrambe le parti, dovrà decidere in merito all’accoglimento o al rigetto della domanda.

Il lavoratore licenziato ha diritto al TFR?

Se il Giudice considera il licenziamento come illegittimo o senza giusta causa, il lavoratore a cosa ha diritto? Il Jobs Act ha modificato parte della disciplina della Legge Fornero al riguardo, ma ha conservato le tre diverse tutele per il dipendente, in base al tipo di illegittimità. Nello specifico:

  1. se non sussiste il fatto descritto dal provvedimento sanzionatorio, allora il licenziamento è annullato. Inoltre, viene comandato il reintegro del lavoratore ed un’indennità risarcitoria. L’importo di tale indennità è calcolato dal giorno del licenziamento fino a quello della riassunzione, sulla retribuzione utile per il TFR. Non può essere superiore, tuttavia, a 12 mensilità;
  2. se il fatto sussiste ma non era così grave da giustificare il licenziamento, il Giudice conferma comunque l’interruzione del rapporto lavorativo, ma accorda un risarcimento al lavoratore. L’ammontare di tale somma deve essere pari al doppio della retribuzione mensile, utile per il TFR di almeno 4 mensilità e massimo di 24;
  3. se, infine, il datore non ha rispettato le modalità previste dalla legge per lo svolgimento del procedimento disciplinare, il Giudice dichiara terminato il rapporto di lavoro. Il lavoratore, però, ha diritto ad un’indennità pari alla retribuzione utile per il TFR per ogni anno di servizio, da un minimo di 2 a un massimo di 12 mensilità.

TFR in caso di reintegro

In caso di licenziamento illegittimo, al lavoratore spetta il TFR anche se impugna il licenziamento. Diversa è l’ipotesi in cui il datore (per volontà o per legge) reintegra il dipendente. Poiché non c’è più la cessazione del rapporto lavorativo, il lavoratore è tenuto a restituire la cifra che aveva eventualmente riscosso.

È bene sottolineare che il lavoratore colpito da licenziamento illegittimo o senza giusta causa ha diritto a far valere le proprie ragioni e ad ottenere la tutela giurisdizionale accordata dalla legge. Per tale motivo, nel caso in cui si risulti destinatari di un simile provvedimento, è opportuno chiedere l’assistenza di un legale.

Published by

Recent Posts

Busta paga: i segreti delle festività nel lavoro dipendente che fanno lievitare gli importi

Gestire correttamente i giorni di festa in Italia non significa solo godersi il riposo, ma…

2 ore ago

TFR 2025: il conto alla rovescia di sei mesi che decide il futuro della tua liquidazione

Il Governo introduce una nuova finestra temporale per la gestione del Trattamento di Fine Rapporto,…

1 giorno ago

Il Fisco pubblica la nuova guida sulle agevolazioni fiscali (auto, casa e diritti) per la disabilità e legge 104

Una guida aggiornata, un linguaggio accessibile e regole più chiare: il nuovo vademecum sulle agevolazioni…

2 giorni ago

Dichiarazione precompilata 2026: lo ‘scudo’ del Fisco che premia chi non tocca i dati

L'apertura della stagione fiscale porta con sé importanti novità sulle modalità di accesso e sui…

4 giorni ago

Pensione di inabilità a 67 anni: il passaggio alla vecchiaia non è automatico (e molti lo scoprono tardi)

Chi percepisce una pensione di inabilità e si avvicina ai 67 anni rischia di commettere…

6 giorni ago

Abbonamenti e spese fisse: come tagliare le uscite inutili tra streaming, telefonia e palestre che pesano a fine mese

Questo articolo offre consigli pratici su come risparmiare fino a 1.500 euro all'anno eliminando abbonamenti…

2 settimane ago