Legge 104 e sede di lavoro: esiste un limite massimo di chilometri che si possono macinare?

Essere caregiver con Legge 104 dà diritto ad una sede di lavoro vicino a casa? La risposta potrebbe smontare ogni certezza.

Il lavoratore che assiste un familiare con Legge 104 non ha sempre la possibilità di scegliere il posto di lavoro meno distante dalla propria residenza.

Legge 104 distanza sede di lavoro
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La Legge 104 è una misura che nasce per sostenere i cittadini con invalidità e i familiari che si prendono cura dei soggetti disabili. I benefici da richiedere sono numerosi e riguardano la sfera lavorativa, personale, economica, assistenziale. Tra le tante agevolazioni riconosciute citiamo, ad esempio, il diritto per il lavoratore dipendente pubblico o privato di poter scegliere la sede di lavoro più vicina alla residenza del familiare assistito e di poter rifiutare un trasferimento in una sede più lontana. Tale direttiva, però, non è sempre e comunque valida secondo quanto stabilito dalla Cassazione. Il diritto del caregiver, infatti, non è illimitato e assoluto. Può essere preteso e accordato solamente se possibile in compatibilità con le esigenze e le possibilità dell’azienda. L’obiettivo della sentenza è bilanciare le esigenze del lavoratore che assiste un familiare con Legge 104 e quelle economico-organizzative dell’impresa.

Legge 104 e sede di lavoro, i diritti del Caregiver

L’articolo 33 comma 3 della Legge 104 stabilisce che il dipendente privato o pubblico che assiste un familiare con disabilità ha diritto di scegliere, se possibile, la sede di lavoro che dista meno chilometri dall’abitazione di residenza del parente assistito. Inoltre, è facoltà del caregiver rifiutare una proposta di lavoro per una sede più lontana dalla residenza. Tale direttiva è valida sia in caso di prima scelta della sede di lavoro che in caso di trasferimento negli anni di lavoro successivi. La norma vuole tutelare la persona con disabilità e garantire un’assistenza veloce in caso di necessità.

Nel momento in cui, però, il diritto del lavoratore va contro le esigenze economiche, produttive e organizzative dell’azienda o l’interesse della comunità in caso di occupazione presso una pubblica amministrazione non potrà essere preteso dal caregiver. Sarà il datore di lavoro a verificare i disagi che la scelta della sede di lavoro più vicina può recare e, di conseguenza, è libero di negare il trasferimento.

Le conseguenze di un lavoro pubblico

L’attenzione ai disagi per il comparto pubblico è maggiore rispetto agli interessi dei privati. La Cassazione, dunque, sottolinea come il pubblico dipendente con Legge 104 possa vantare solamente un interesse legittimo e non un diritto soggettivo nella scelta della sede di lavoro vicino casa. L’eventualità che ci sia un posto libero vicino alla residenza del familiare assistito, dunque, non è una condizione sufficiente perché il datore di lavoro autorizzi il dipendente pubblico a lavorare a meno chilometri di distanza da casa. La decisione finale spetterà alla Pubblica Amministrazione e, ribadiamo, non esiste alcun obbligo di accordare il diritto previsto dalla Legge 104.

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